A dieci giorni dalle elezioni per la Casa Bianca, l’Fbi riapre l’inchiesta sull’uso del server di posta privato da parte di Hillary Clinton quando era al dipartimento di Stato. Lo ha annunciato, in una lettera inviata al Congresso, il direttore del Bureau James Comey, facendo capire che sarebbero emersi nuovi elementi. “Nel gestire un caso non collegato, l’Fbi è venuta a conoscenza di mail che sarebbero pertinenti con questa indagine”, si legge nella lettera inviata da Comey ai presidenti di diverse commissioni della Camera. Il direttore dell’agenzia investigativa federale spiega di essere stato avvisato ieri dai suoi collaboratori dell’esistenza di queste mail. E di aver quindi “deciso che l’Fbi intraprenda le appropriate misure di indagine” per “stabilire se queste mail comprendano anche informazioni top secret”. Al momento – ha concluso Comey – l’Fbi non sa se questo nuovo materiale sia “significativo”.
L’Fbi nei mesi scorsi aveva chiuso l’inchiesta sul famoso Mailgate, stabilendo che per quanto il comportamento di Clinton fosse da considerarsi negligente, non vi erano prove che avesse compiuto illeciti, cioè che informazioni top secret fossero state messe a rischio. Ora la riapertura dell’inchiesta rischia di avere un impatto inaspettato e pericoloso sulla campagna elettorale della democratica, una sorta di temuta ‘October surprise’. Donald Trump ed i repubblicani hanno continuato per tutta la campagna elettorale ad insistere sul fronte della questione delle mail, e Trump ha anche affermato la convinzione che l’avversaria dovrebbe “essere in prigione” per questa vicenda. La notizia è stata quindi immediatamente celebrata dai repubblicani: “l’Fbi ha appreso dell’esistenza di mail che appaiono essere pertinenti all’inchiesta, il caso è riaperto”, ha twittato il deputato repubblicano Jason Chaffetz.