I medici che sconsigliano i vaccini infrangono il codice deontologico, e vanno incontro a procedimenti disciplinari che possono arrivare alla radiazione. Lo ha affermato la Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) presentando un documento sul tema, dicendosi pronta a fare la sua parte: ‘gia’ in corso o fatti procedimenti disciplinari’. E si invita la magistratura a intervenire in tema di salute affidandosi alla scienza.
Il Documento sui vaccini approvato all’unanimità dal Consiglio Nazionale della Fnomceo lo scorso 8 luglio, e presentato oggi, con cui la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri ha preso “a tutela della salute pubblica, una posizione netta a favore dei vaccini contro l’ondata dei No-Vax, elenca una serie di proposte perché “siamo di fronte a un quadro preoccupante in cui la scienza medica e la politica debbono reagire insieme a tutela della collettività”. Tra cui l’assunzione di responsabilità espressa per i genitori che mandano a scuola i figli senza vaccinarsi, il richiamo al compimento della maggiore età dei non vaccinati per informarli, un sistema di avviso e di richiamo degli appuntamenti vaccinali, e anche una richiesta al governo per “l’adozione di provvedimenti sulla estensione delle vaccinazioni a chiunque sia presente sul territorio nazionale”. A chiosa delle proposte la Fnomceo ricorda che sono passibili di sanzioni i medici che sconsigliano in assenza di situazioni particolari della persona, come immunodeficienze, i vaccini, sanzioni per infrazione al codice deontologico che – come ha spiegato il segretario generale della Fnomceo Luigi Conte, presentando il Documento, possono arrivati anche alla radiazione.
Ecco le 15 proposte della Federazione nazionale dei medici chirurghi e degli odontoiatri: 1) di intensificare la campagna per l’adesione del personale sanitario alla vaccinazione; 2) di intensificare le campagne per valorizzare il ruolo del medico nella promozione delle vaccinazioni; 3) di riconfermare l’obbligo dei medici di collaborare all’attuazione dei provvedimenti di sanità pubblica; 4) di migliorare la comunicazione in ambito vaccinale nei confronti dei cittadini-utenti per favorire la partecipazione attiva e consapevole della popolazione ai programmi vaccinali; 5) di garantire l’omogeneità delle campagne vaccinali a livello nazionale; 6) di dare il massimo impulso alla vaccinazione nei primi mesi di vita al fine di prevenire patologie potenzialmente gravissime e di assicurare un efficiente sistema di avviso e di richiamo degli appuntamenti vaccinali per diminuire i casi di incompleta vaccinazione; 7) di sostenere tutte le normative regionali e nazionali tendenti a riaffermare la necessità della vaccinazione, attraverso provvedimenti che accertino validamente il dissenso dei genitori, l’assunzione di responsabilità rispetto ai rischi dei figli, la impossibilità dei figli a frequentare la scuola durante i periodi epidemici, la non iscrivibilità all’asilo nido, ed eventualmente l’assicurazione contro danni da mancata vaccinazione; 8) di chiamare, al raggiungimento della maggiore età, i soggetti non vaccinati per illustrare la loro situazione immunitaria e raccogliere il loro orientamento decisionale; 9) di sollecitare lo Stato e le Aziende produttrici di vaccini a dare il massimo supporto alla ricerca; 10) di sollecitare il governo all’adozione di provvedimenti sulla estensione delle vaccinazioni a chiunque sia presente sul territorio nazionale e sulla predisposizione di linee guida per le campagne vaccinali attraverso i mass media; 11) di favorire il superamento dell’evidente disallineamento tra scienza e diritto, auspicando che i magistrati intervengano in tema di salute recependo nelle loro sentenze la metodologia della evidenza scientifica; 12) di sollecitare, di fronte al possibile ripetersi di sentenze che stabiliscono per giurisprudenza la correlazione tra vaccini e autismo fondate su singole attestazioni mediche, il ministero della Salute e le autorità competenti a presentarsi in giudizio in collaborazione con il Pubblico Ministero e ad impugnare siffatti provvedimenti con effetto immediato fin dal primo grado di giudizio; 13) di favorire un’alleanza con i cittadini e i decisori pubblici per gestire correttamente il sovraccarico di informazioni fuorvianti, distorte o illusorie o in mala fede presenti su internet e di preparare consiglieri scientifici dei politici e dei mass media tali da riportare il dibattito nei limiti della correttezza metodologica; 14) di formare ricercatori e medici alla divulgazione scientifica, onde migliorare le basi cognitive con cui i cittadini affrontano le notizie scientifiche; 15) di uniformare gli standard delle strutture pubbliche per la somministrazione vaccinale e di fornire periodiche valutazioni epidemiologiche inerenti le malattie prevenibili mediante vaccinazione.
E a chiosa la Fnomceo ricorda che “solo in casi specifici, quali ad esempio alcuni stati di deficit immunitario, il medico può sconsigliare un intervento vaccinale. Il consiglio di non vaccinarsi nelle restanti condizioni, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica”. I medici della Fnomceo infine ricordano che “secondo la Costituzione della Repubblica la tutela della salute dell’individuo rappresenta un interesse della collettività. Tale imperativo costituzionale si attaglia ai vaccini che, proteggendo il singolo dalla possibile comparsa di gravi malattie, tutelano la comunità attraverso il cosiddetto effetto gregge, che si realizza quando una percentuale variabile tra l’85% e il 96%, a seconda della contagiosità della malattia, induce una riduzione fino alla cessazione della circolazione degli agenti patogeni”. E “questi concetti della medicina moderna, che hanno salvato centinaia di milioni di vite umane, non possono essere trascurati”. Quindi “è compito della Professione ricordarli ai medici, ai decisori politici e ai cittadini tutti”. “Lo stato di salute della popolazione – conclude il documento – non è un dato definitivamente acquisito ma deve essere continuamente presidiato e difeso e ciò vale per ogni attentato che si voglia portare all’efficienza del Servizio sanitario nazionale”.