“Quella della violenza contro le donne è una emergenza sociale senza precedenti, i dati del Viminale ci dicono che muore di femminicidio una donna ogni tre giorni in Italia, non è più possibile: lo Stato deve dare una risposta che non è solo la tolleranza zero, ma dobbiamo fare qualcosa in più, lo Stato si deve attivare per andare a scovare le situazioni di violenza, schierandosi al fianco delle donne che chiedono aiuto e proteggendole”: così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, presentando alla Camera 10 emendamenti al ddl Codice Rosso sulla violenza di genere, attualmente in Commissione e la prossima settimana in aula a Montecitorio. “Le norme del Codice Rosso – spiega il Guardasigilli – che abbiamo scritto a quattro mani con il ministro Bongiorno, danno già una prima reazione perché lo Stato si attiva immediatamente ed entro tre giorni deve andare a capire cosa sta succedendo nella situazione denunciata da una donna. Adesso noi aggiungiamo un pacchetto di poche norme ma efficaci che introducono alcune fattispecie di reato nuove, che aumentano le pene per i reati di violenza sulle donne e che tutelano le donne quando sono in pericolo. Presto intendiamo portare avanti una normativa sulle attenuanti, per evitare che in Italia ci possa essere anche soltanto il sospetto nel tessuto sociale che ci possa essere una sorta di delitto d’onore” aggiunge il ministro, che poi rivolge un appello alle donne vittime di violenza: “Denunciate, anche se è difficile: non abbiate paura a farlo, le nostre forze dell’ordine sono all’avanguardia”.
Gli emendamenti, presentati anche dal capogruppo M5S a Montecitorio Francesco d’Uva, dalla relatrice Stefania Ascari e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora, prevedono una nuova fattispecie di reato: se si sfregia una donna (e non solo) in modo permanente si verrà puniti con la reclusione fino a un massimo di 14 anni; aumenti di pena in caso di stalking e maltrattamenti in famiglia con il carcere fino a quasi 7 anni; estensione delle misure di controllo e prevenzione per il reato di maltrattamenti (sorveglianza speciale); in caso di violenzasessuale verso una donna carcere fino a 12 anni, verso un bambino fino a un massimo di 24 anni e per violenza sessuale di gruppo reclusione fino a 14 anni; atti sessuali su minore sempre procedibili d’ufficio; estensione del braccialetto elettronico a tutte le misure a tutela delle vittime di violenza; in caso di femminicidio ergastolo se c’era rapporto affettivo, indipendentemente dalla convivenza; in caso di femminicidio aumento delle pene anche se il fatto è accaduto dopo la fine della relazione; avviso alla vittima del provvedimento di scarcerazione del condannato o del termine della misura cautelare; comunicazioni al giudice civile dei provvedimenti emessi dal giudice penale in materia di violenza di genere.