La Ministra preme sulla definizione IHRA: «Legata alla sicurezza di Israele». Delrio (PD) apre al dialogo: «Pronto a lavorare anche di notte, ma cautela sulle norme penali»
In contemporanea con le celebrazioni per il Giorno della Memoria, il Senato diventa il teatro di un raro momento di convergenza politica. Al centro del dibattito, la necessità di una legge organica contro l’antisemitismo che superi gli steccati ideologici. La Ministra per le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, e il senatore dem Graziano Delrio, pur partendo da sensibilità diverse, hanno lanciato oggi un appello comune: fare presto e bene, per dare corpo a quel «mai più» che rischia di restare un involucro vuoto di fronte al risorgere dei pregiudizi.
Per la Ministra Roccella, il punto di partenza è tecnico ma fortemente politico: l’adozione della definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance).
«È una definizione che usiamo già di routine all’Unar — ha spiegato la Ministra — e non si tratta di una rivoluzione, ma di un segnale di chiarezza necessario in un clima pericoloso».
Secondo Roccella, non può esserci ambiguità: la lotta all’odio antiebraico è oggi indissolubilmente legata alla «sopravvivenza e alla sicurezza di Israele». L’auspicio del Governo è che i testi attualmente in discussione, presentati da diversi gruppi parlamentari, possano convergere in un accordo trasversale.
Dal fronte dell’opposizione, Graziano Delrio raccoglie la sfida ma pone dei paletti metodologici. Il senatore del PD si è detto pronto a «lavorare anche di notte» per chiudere il provvedimento, sottolineando l’importanza di intervenire sulla formazione nelle scuole, nelle università e tra le forze di polizia.
Tuttavia, resta il nodo delle sanzioni. Delrio ha espresso una netta cautela rispetto alle proposte di Maurizio Gasparri (FI) riguardanti l’inasprimento delle pene e il divieto di manifestazioni:
«Sul penale sono su un altro versante, sono molto cauto. Ma dobbiamo essere all’altezza dell’unicità della Shoah, che non va né banalizzata né comparata ad altri fatti».
Per l’esponente dem, la legge deve nascere come assunzione di responsabilità collettiva per rompere un «silenzio colpevole» e onorare le radici dell’Europa, nata proprio sulle ceneri di quella tragedia.
I punti chiave del confronto
- Definizione IHRA: Già in uso dall’Ufficio Antidiscriminazioni (Unar), la Ministra la considera lo standard di riferimento.
- Formazione: Accordo sulla necessità di educare scuole e forze dell’ordine.
- Nodo Penale: Divergenza tra l’approccio sanzionatorio del centrodestra e quello più orientato alla prevenzione del PD.
- Tempistiche: Entrambe le parti chiedono di concludere l’iter parlamentare in tempi brevi per dare una risposta concreta alle comunità ebraiche.