I segnali positivi sulla ripresa “non devono distrarre dalla necessita’ di una crescita economica strutturale piu’ ferma e elevata” da ottenere con le riforme. E’ l’avvertimento lanciato dal presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, in un’audizione davanti all’Europarlamento. Secondo Draghi e’ necessaria una “piu’ alta crescita della produttivita’” con maggiore innovazione. In questo contesto, “le riforme strutturali sono essenziali per creare un clima economico che favorisca l’innovazione”. “Le iniziative sia a livello nazionale che europeo possono contribuire a questo sforzo”, ha spiegato Draghi.
“Stiamo cominciando a vedere i primi segnali di una ripresa dell’inflazione” ma “l’inflazione sottostante e’ ancora sommessa”, cosi’ come “la crescita degli stipendi”, percio’ “e’ ancora molto, molto presto per farci pensare di cambiare posizione sulla politica monetaria”: lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi parlando al Parlamento Ue.
“La ripresa economica nell’area dell’euro e’ sempre piu’ solida, i rischi di un peggioramento delle prospettive di crescita sono in calo, ma questi segnali positivi non devono distrarci dalla necessita’ di una sempre piu’ forte crescita strutturale”, ha detto il presidente della Bce. “Le pressioni sui prezzi di base continuano a essere limitate. Le pressioni interne, in particolare quelle dai salari, non sono ancora sufficienti a sostenere una convergenza duratura e autonoma dell’inflazione verso il nostro obiettivo di medio termine – ha sottolineato DRAGHI -. Rimaniamo fermamente convinti che uno straordinario supporto alla politica monetaria sia ancora necessario perche’ l’inflazione si stabilizzi in modo duraturo intorno al 2% nel medio termine”.
Nell’Eurozona “la ripresa sta diventando sempre più solida e continua ad espandersi attraverso i vari settori e i vari Paesi. Il Pil in termini reali è cresciuto per 16 trimestri consecutivi, crescendo dell’1,7% anno su anno durante il primo trimestre del 2017”. Lo sottolinea il presidente della Bce Mario Draghi, in audizione alla commissione Econ dell’Europarlamento. “La disoccupazione – prosegue Draghi – è caduta ai minimi dal 2009. La fiducia dei consumatori e delle imprese è salita ai massimi da sei anni, supportando le aspettative di un ulteriore rafforzamento nei mesi a venire. I rischi al ribasso per le prospettive di crescita stanno diminuendo ulteriormente e alcuni dei rischi estremi (tail risks, ndr) che avevamo davanti alla fine dell’anno scorso sono diminuiti in maniera apprezzabile”, conclude.
“Se vogliamo assicurarci che la nostra Unione economica e monetaria prosperi, dobbiamo aggiornare il suo quadro istituzionale”, ha detto il presidente della Banca centrale europea. Draghi ha sottolineato che “l’innovazione” e’ necessaria anche nel “funzionamento” della zona euro. La Commissione europea dovrebbe presentare mercoledi’ un documento di riflessione sull’approfondimento della zona euro.
“I rischi derivanti dall’utilizzo di nuove tecnologie devono essere gestiti con cura, in particolare nel contesto di una maggiore preoccupazione in materia di ‘cybersecurity'”, ha detto Draghi. “Il rischio informatico – afferma – e’ da tempo una priorita’ per le autorita’ di vigilanza nazionali ed europee. Come supervisori dell’infrastruttura dei mercati finanziari, dobbiamo anche garantire che i singoli sistemi, oltre alla rete nel suo complesso, siano operativamente resilienti alla criminalita’ informatica”.