INDAGATO PER CONCORSO IN RICICLAGGIO NELL’INCHIESTA CORALLO
Sequestro preventivo da parte della GdF, su richiesta della Dda di Roma, di due polizze vita, con un valore di riscatto di 495 mila euro l’una, nei confronti dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini. Secondo il legale dell’uomo politico, sarebbero state invece sequestrate le polizze intestate alle figlie. La misura e’ relativa all’indagine che ha portato in carcere l’imprenditore Francesco Corallo e nella quale Fini e’ indagato per concorso in riciclaggio. La vicenda aveva visto anche il sequestro di beni per un valore di sette milioni nei confronti della famiglia Tulliani. Caustico il commento su facebook del presidente del Movimento Nazionale, Francesco Storace: “Se l’induzione al suicidio non fosse reato, suggerirei a Fini di spararsi. Diceva di essere un coglione. Forse qualcosa di peggio”.
La guardia di finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, ha eseguito stamani un sequestro preventivo di beni per il valore di un milione di euro a Gianfranco Fini. Il provvedimento riguarda due polizze vita ed è legato all’indagine sull’imprenditore delle slot Francesco Corallo nell’ambito della quale Fini è indagato per concorso in riciclaggio.L’inchiesta, condotta dal Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) della guardia di finanza, ha portato nel dicembre scorso, all’arresto del ‘re delle slot’ Francesco Corallo, e altre quattro persone, tra le quali l’ex parlamentare Pdl Amedeo Laboccetta, ritenute parte di un’associazione dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il profitto illecito del gruppo, una volta ‘depurato’, secondo chi indaga sarebbe stato impiegato da Francesco Corallo in attività economiche e finanziarie, in acquisizioni immobiliari, e destinato anche ai membri della famiglia di Elisabetta Tulliani, moglie di Fini, suo fratello Giancarlo Tulliani, e il padre Sergio.
LA CASA MONTECARLO E LE DECISIONI DI FINI. Secondo quanto scritto dagli inquirenti i proventi del gioco d’azzardo sarebbero stati utilizzati per attività economiche, finanziarie, ed acquisizioni immobiliari, tra cui l’acquisto dell’appartamento di Montecarlo ceduto da Alleanza Nazionale alle società offshore Printemps e Timara, riconducibili a Giancarlo e Elisabetta Tulliani. “Le indagini – scrive chi indaga – hanno accertato che detto negozio giuridico, realizzato alle condizioni concordate con Francesco Corallo ed i Tulliani, è stato deciso da Gianfranco Fini nella piena consapevolezza di tali condizioni”.Dalle indagini è emerso come “i membri della famiglia Tulliani dal 2008 abbiano ricevuto, per il tramite di società offshore riconducibili a Francesco Corallo, oltre sette milioni di euro, trasferiti su conti personali e su conti di società a loro direttamente o indirettamente riconducibili”. I Tulliani erano consapevoli della “provenienza delittuosa del denaro e si sono adoperati per reinvestire e reimpiegare le stesse in beni immobili” a Roma e in provincia.Per questo il gip, già a febbraio 2017, ha emesso un decreto di sequestro su beni immobili, mobili e conti correnti, della famiglia Tulliani, per un valore di oltre 7 milioni di euro.
I RAPPORTI CON IL ‘RE DELLE SLOT’. Ulteriori indagini hanno evidenziato come Gianfranco Fini sia stato “artefice dei rapporti che si sono instaurati tra Francesco Corallo e i membri della famiglia Tulliani”, durante i quali hanno ricevuto dal primo denaro. Proprio sulla base di queste nuove indagini, è stato emesso il decreto di sequestro preventivo eseguito nei suoi confronti.Fini AI PM: IO ESTRANEO AI FATTI – Il 10 aprile scorso l’ex presidente della Camera è stato sentito dalla procura di Roma e si è detto estraneo ai fatti. Il fascicolo che lo riguarda è una tranche dell’inchiesta sulla presunta associazione a delinquere transnazionale che, secondo la gdf, riciclava tra Europa e Antille i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco on-line e sulle video-lottery.Gianfranco Fini respinge ogni accusa e, nelle scorse settimane ha fatto sapere di aver denunciato per calunnia l’ex parlamentare Amedeo Laboccetta, dalle cui dichiarazioni sono nate le accuse dirette a Fini. Per quanto riguarda il sequestro di oggi, “non è diretto in prima persona nei confronti di Gianfranco Fini”, sottolineano i suoi legali, gli avvocati Francesco Caroleo Grimaldi e Michele Sarno. “Sono state sequestrate le polizze intestate alle figlie sulla base dell’incapienza del patrimonio che doveva essere oggetto di sequestro nei confronti di Giancarlo Tulliani”, proseguo, aggiungendo che il provvedimento sarà “impugnato al Tribunale del Riesame, davanti al quale verrà riaffermata l’assoluta estraneità dell’onorevole Fini ai fatti che gli sono contestati”.