Sono tre gli indagati coinvolti nell’inchiesta sul cyberspionaggio: i fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero, finiti in carcere, e un poliziotto, sospettato di favoreggiamento, che sarebbe stato attivato dall’ingegnere nucleare per acquisire notizie e informazioni sul pm Eugenio Albamonte, titolare degli accertamenti. C’e’ pero’ una quarta posizione, riferita sempre ad un poliziotto, attualmente al vaglio della Procura. Sono in corso delle verifiche per capire se anche questo secondo rappresentante della Polizia di Stato facesse parte della rete di contatti di cui beneficiava Giulio Occhionero.
Intanto e’ attesa nelle prossime ore la decisione del gip Maria Paola Tomaselli sull’istanza di scarcerazione presentata dai difensori Stefano Parretta e Roberto Bottacchiari, difensore dei due fratelli. La Procura ha espresso parere negativo sia sulla revoca della misura cautelare che sulla concessione dei domiciliari. (AGI) Gli accertamenti, oltre a puntare sull’accesso nel server in Usa utilizzato, secondo gli inquirenti, per immagazzinare dati prelevati illecitamente dagli Occhionero, sono incentrati anche sui possibili risvolti patrimoniali legati all’eventuale commercio dei dati trafugati dai due hacker.