Nuovo ‘corridoio umanitario’ per portare in sicurezza 500 migranti in Italia. Un protocollo d’intesa tra il governo, la Cei e la Comunita’ di Sant’Egidio e’ stato firmato al Viminale e riguarda l’arrivo e l’accoglienza di profughi di un campo in Etiopia, per lo piu’ eritrei, somali e del Sud-Sudan. Da Bruxelles dura critica dell’Unhcr alle cifre sui ricollocamenti: ‘Sono troppo basse, davvero inaccettabili’, ha detto Vincent Cochetel, a capo dell’ufficio europeo dell’Unhcr in un’audizione alla commissione Liberta’ civili del Parlamento europeo.
Nel giorno in cui al Viminale si sigla un protocollo per garantire nuovi corridoi umanitari dall’Etiopia a 500 profughi e migranti provenienti da Somalia, Eritrea e Sud Sudan, il commissario europeo per le Migrazioni, gli Affari interni e la Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, incontra a Roma il ministro dell’Interno, Marco Minniti, e il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. L’impegno, dall’Italia e dall’Europa è porre fine alle morti in mare. Per tutti la questione migranti, nel bilanciare accoglienza e sicurezza, richiede “soluzioni europee comuni”. “Durante il dibattito sulla migrazione – hanno scritto in una nota congiunta Avramopoulos e Minniti -, è stato riconfermato di proseguire l’impegno e di trovare soluzioni per porre fine alle morti nel Mediterraneo, continuando al contempo a garantire la protezione a coloro che ne hanno bisogno”. Il commissario Avramopoulos ha espresso il suo sostegno al rinnovato impegno dell’Italia per migliorare e velocizzare i rimpatri di coloro che non hanno il diritto di restare sul territorio e ha apprezzato il ruolo dell’Italia nel rafforzare la cooperazione con Paesi chiave dell’altra sponda del Mediterraneo con l’obiettivo di stroncare la rete dei trafficanti di esseri umani. La commissione, assicura, è pronta a sostenere ulteriormente l’Italia in questo impegno sul piano politico, finanziario ed operativo e conta sul nostro Paese per attuare il principio di equa-condivisione di solidarietà e responsabilità, compresi gli impegni assunti dagli Stati membri in merito alla relocation.Sul fronte della sicurezza, l’Italia si è impegnata a lavorare con i partner europei per realizzare un’autentica ed efficace Unione della Sicurezza, e la Commissione, insieme con Europol, continuerà a sostenere l’Italia e gli Stati membri per dare piena attuazione a tutti gli strumenti giuridici e operativi nella lotta contro il terrorismo.”Il 25 marzo a Roma – ha assicurato Alfano – rappresenterà molto di più di una celebrazione, ma la base di una rinnovata partenza. Si impone la doppia necessità di una ambiziosa politica di lungo periodo verso l’Africa e di una solidarietà certa verso e tra gli Stati membri in prima linea”.Sulla Libia, nel ricordare che la riapertura dell’ambasciata italiana a Tripoli rappresenta “un segnale di forte fiducia nel processo di stabilizzazione di quel Paese”, Alfano ha sottolineato che “l’Italia sta lavorando con grande impegno per rafforzare la collaborazione bilaterale sul fronte del controllo dei punti di transito migratorio alla frontiera sud fra Libia e Niger e nel contrasto alla immigrazione illegale e al traffico di essere umani. Quando la Libia – ha precisato il ministro – sarà in grado di collaborare pienamente su questi temi, ci aspettiamo che l’Unione Europea e la Comunità Internazionale siano pronte a lanciare programmi di sostegno e iniziative comuni, poiché la partita che si gioca, la giochiamo tutti insieme, nessun Paese escluso”.La risposta del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, non si fa attendere: “Con gli immigrati che arrivano in Italia – afferma in un’intervista al programma Radio La Zanzara – è in corso una sostituzione etnica vera e propria”. “Bisogna salvare chiunque in mezzo al mare, ma poi riportarlo indietro. Bisogna scaricarli sulle spiagge, con una bella pacca sulla spalla, un sacchetto di noccioline e un gelato”.