Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto Sicurezza, che accelera le norme del disegno di legge bloccato al Senato, dalle carceri alla tutela legale alle forze dell’ordine. Accolti i rilievi del Quirinale. Giorgia Meloni sottolinea in particolare la tutela per le divise: ‘Una norma sacrosanta’. Le opposizioni, partiti e associazioni, protestano in piazza a Roma: scontri con le forze dell’ordine che respinte hanno i manifestanti che cercavano di forzare il blocco verso palazzo Chigi.
Quelle previste nel nuovo decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri ‘sono norme necessarie che non possiamo più rinviare. Ecco perché, d’accordo con Antonio Tajani e Matteo Salvini, abbiamo deciso di trasformare il testo del pacchetto sicurezza attualmente all’esame del Parlamento, comprese le migliorie che vi ho appena ricordato, in un decreto-legge, che quindi sarà immediatamente operativo ed entrerà subito in vigore’. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta durante la riunione del Consiglio dei ministri a palazzo Chigi. ‘È una scelta di cui ci assumiamo la responsabilità – ha spiegato il premier -, consapevoli del fatto che non potevamo più aspettare e che era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano. Si è detto e scritto sui giornali su questa decisione: c’è chi l’ha definita ‘scorciatoia’, chi addirittura un ‘blitz’. Ecco, io penso che non sia nessuna delle due cose, ma semplicemente una scelta che il Governo legittimamente ha deciso di prendere, per rispettare gli impegni presi con i cittadini e con chi ogni giorno è chiamato a difendere la nostra sicurezza’.
Scompare, nel dl Sicurezza approvato dal Cdm, l’obbligo per le pubbliche amministrazioni e le società a partecipazione pubblica di fornire notizie ai servizi di informazione e intelligence per le esigenze di sicurezza nazionale, come invece era previsto nel ddl approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato. La bozza del decreto prevede però che ‘per le finalità della prevenzione di ogni forma di aggressione terroristica di matrice internazionale, i servizi di informazione per la sicurezza’ possono ‘chiedere alle autorità competenti’ le ‘informazioni finanziarie e le analisi finanziarie connesse al terrorismo’.
Nel dl sicurezza vengono meglio definite le condotte di resistenza (anche passiva) all’interno delle carceri. Si chiarisce, cioè, che il reato di ‘rivolta’ si considera commesso solo in presenza di violazioni di ordini impartiti “per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza” all’interno delle carceri e non invece per qualsiasi altro tipo di ordine. Identiche modifiche sono state introdotte per quanto riguarda il delitto di rivolta all’interno dei Centri per il rimpatrio dei migranti, mentre è stata esclusa la configurabilità di questo tipo di reato nei Centri di accoglienza.
Per quanto riguarda le proteste contro le opere pubbliche, la nuova norma spiega che l’aggravante è limitata alle infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici.
Per i migranti che sbarcano in Italia, sarà sufficiente presentare un documento d’identità (e non più necessariamente il permesso di soggiorno come richiesto nel ddl) per ottenere una sim Telefonica.
Nei reati di aggressione o resistenza a pubblico ufficiale, le modifiche al Codice Penale prevedevano la prevalenza delle circostanze aggravanti sulle attenuanti generiche che, quindi, non venivano più considerate. Tale norma era stata considerata dal Quirinale non conforme ai principi di equità del diritto penale. Si è quindi previsto che occorra sempre tener conto anche delle circostanze attenuanti.
Tra i punti più contestati del provvedimento c’è la norma sulle donne incinte in carcere. Il ddl, per quanto riguarda la custodia cautelare, prevede l’obbligatorietà (e non più la facoltatività) dell’esecuzione della misura di
custodia presso un istituto di custodia attenuata per le madri incinte o di minori inferiori a un anno. Con la modifica contenuto nella bozza viene data la possibilità al giudice di valutare le preminenti esigenze del minore anche in presenza di una condotta grave della madre.
“Respingiamo la caratterizzazione di provvedimento forte, securitario, di polizia perché l’impostazione è quella di tutelare le persone più fragili, più deboli nelle varie situazioni che si creano”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa post Cdm. “Riteniamo che le cornici di sicurezza vanno garantite soprattutto alle persone più deboli che sono quelle che soffrono di più dai reati”, ha aggiunto. “Ci sono solo sei-sette modifiche che sono l’esito della discussione parlamentare. Non tiriamo in mezzo il Colle: c’è una discussione che avviene tra istituzioni democratiche dal Parlamento, c’è stata una discussione molto ampia”, ha detto il ministro dell’Interno.
Nordio, ‘in dl sicurezza misure per sloggiare subito chi occupa’. “Si verifica spesso che una persona va in vacanza o magari, se anziano, va in ospedale, torna a casa e la trovata. Con questo provvedimento prevediamo un intervento immediato della forza pubblica, su indicazione del pubblico ministero, per far sloggiare l’occupante abusivo”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio , illustrando il decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri. C’è inoltre, ha continuato, “un’aggravante per le truffe agli anziani, altro fenomeno dolorosissimo ed un reato particolarmente odioso”.