Grillo lancia l’allarme dal blog, ‘vogliono demonizzarci, mi dipingono come un tiranno in pectore, il comico mannaro, inventeranno un trucco elettorale per bloccarci’. E spiega che M5s, che intanto ha presentato una proposta per estendere l’Italicum al Senato, sta preparando la squadra di governo. Salvini vicino ai Cinquestelle: ‘Alle urne subito con qualsiasi legge elettorale, oppure porteremo in piazza i cittadini’. I deputati di Fi si dichiarano ‘indisponibili a inciuci’.
“Sono assediato in casa da tre giorni dalle tv per interviste che non voglio rilasciare. Quello che voglio dire ve lo dico qui. Mi dispiace, non sarò il vostro comico mannaro”. Lo dice il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, in un post sul blog nel quale accusa le altre forze politiche, gli intellettuali, gli opinionisti televisivi di avere bisogno di lui come “nemico”. E stavolta (compreso qualche refuso) lo scritto di Grillo sembra non solo firmato, ma scritto personalmente da lui. “Dobbiamo aspettarci – afferma – la prossima mossa che è certa secondo me: demonizzarci, a me e al ‘nostro popolo’, mentre inventeranno un trucco di ‘legge’ elettorale affinchè il M5S non possa mai superare il livello di ‘guardia’”. “Adesso – sostiene Grillo – hanno bisogno di un nemico: il Grillo Mannaro, già improbabilmente etichettato come populista, fascista, ignorante, ma… se è così come è possibile che M5S non ne sbaglia una nel riconoscere cosa c’è nel cuore degli italiani e dargli voce? C’è solo una risposta: Grillo è un tiranno in pectore. Forse esagero come sempre ma c’è già uno che mi dipinge così da sempre: il badante della nipote di Mubarak… lui in queste cose è geniale… Il grande venditore si scaglierà si scaglierà di nuovo su di me, contro trascinandosi dietro la frustrazione degli intellettuali da Talk Show. E’ gente che, mentre il surplus tedesco vola verso la Cina e la loro bilancia è in attivo, mentre le nostre imprese si sminuzzano oppure scappano dall’euro come la fiat resta concentrata ‘sui populismi’. Una dissimulazione che evidentemente non funziona più, oppure non ha mai davvero funzionato: il loro premio è sempre e solo stata la pazienza degli italiani”. “Non hanno ancora cercato di calarmi seriamente la maschera da Grillo Mannaro perché non capiscono che cosa sia un comico professionista. Lo confondevano con un ignorante e generico ‘buffone’. Non rifaranno più questo errore, adesso è l’ora di farmi passare come Grillo mannaro ma non ci riusciranno”, avverte il leader M5S.
E’ finito sotto accusa il cambio di linea sull’Italicum deciso dai 5 Stelle dopo la vittoria dei no al referendum. A contestarlo non solo gli avversari, a partire dal Pd, ma gli stessi 5 Stelle, alcuni dei quali, durante l’assemblea dei parlamentari a Montecitorio, hanno contestato la “giravolta” sulla legge elettorale tanto avversata dai grillini, ma ora adottata nell’attesa che la Consulta apporti modifiche arginando i profili di incostituzionalità. In particolare, i malumori sarebbero legati al fatto che la decisione di sposare l’Italicum sarebbe stata “calata dall’alto”, appresa dai più attraverso il blog di Beppe Grillo la notte del verdetto sul referendum. Tra i più critici il deputato Matteo Mantero, che non avrebbe risparmiando affondi nel corso dell’assemblea.
“Tra una settimana, se non ci saranno risposte chiare sul voto, noi scendiamo in piazza: il 17 e il 18 dicembre siamo pronti per una raccolta firme per elezioni subito. Questa la nostra risposta a Renzi e Mattarella se pensano di farci perdere ancora del tempo”. Cosi’ il segretario della Lega Matteo Salvini commenta il discorso del premier che al termine del suo intervento alla direzione del Pd e’ salito al Quirinale per le dimissioni.
La novita’ e’ che Forza Italia e Lega stanno ragionando sul ‘Verdinellum’, un sistema elettorale che prevede meta’ seggi uninominale e meta’ proporzionale. Il Carroccio ha delegato Giorgetti al tavolo della legge elettorale e l’ala ‘barricadera’ azzurra sta gia’ portando avanti le trattative su questo sistema che potrebbe, spiegano fonti azzurre, star bene anche al Carroccio. Un sistema ideato dal leader di Ala che non rientra proprio nelle simpatie del leader del Carroccio ma che avrebbe l’effetto di tenere unite le coalizioni di centrodestra e centrosinistra, tagliando – questo secondo le simulazioni – spazio a Grillo.
Al momento pero’ il lavorio e’ sotto traccia e si capira’ chiaramente soltanto dopo la risoluzione della Crisi se si arrivera’ ad una fumata bianca. Ma il dato e’ che i ‘trumpisti’ di FI spingono per trovare prima un’intesa con il partito di via Bellerio, poi magari convergenze ampie in Parlamento. E per consolidare l’asse con il Carroccio occorre tenere la barra dritta sul no ad un appoggio ad un governo di scopo. L’ala piu’ dialogante di FI non chiude del tutto la porta ad una forma di collaborazione con un esecutivo di cui si faccia garante il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e che abbia l’unico scopo di varare la legge elettorale. C’e’ addirittura chi azzarda l’ipotesi di un appoggio esterno, ma al momento la linea del Cavaliere e’ quella di rimanere nel perimetro del centrodestra. Ovvero si puo’ anche aprire la porta ad una richiesta del Capo dello Stato, ma solo se ci stanno Lega e Fdi. Come dire che al momento e’ difficile ipotizzare un coinvolgimento dell’ex presidente del Consiglio. Di sicuro c’e’ un no a Renzi, uno spiraglio si potrebbe aprire se a guidare un nuovo esecutivo siano Gentiloni (con cui Letta ha da sempre buoni rapporti) o Delrio. Ma per ora quello che il Cavaliere (oggi ha fatto dei controlli al San Raffaele a Milano ma vorrebbe essere lui a guidare la delegazione) potrebbe assicurare e’ di non fare le barricate. Ovvero un atteggiamento non ostile, ma al momento l’astensione (chiusura netta sulla fiducia, non e’ solo Brunetta a ribadirla) e’ una strada difficile da percorrere. Perche’ un’ampia fetta del partito si opporrebbe, FI perderebbe pezzi soprattutto al nord e la Lega e’ gia’ pronta alla piazza. Fonti parlamentari azzurre tuttavia non escludono che ci sia qualcuno tra le fila di FI che possa facilitare la nascita di un esecutivo su invito di Mattarella, ma sotto traccia. Una trattativa tra FI e Pd potrebbe anche nascere, ma solo nel caso (molto remoto) che a Berlusconi venga concessa di nuovo agibilita’ politica con la sentenza di Strasburgo. “Solo in quel caso potrebbe smarcarsi da Salvini”, afferma un ‘big’ di FI. Non e’ comunque un mistero che Berlusconi punti sul proporzionale, ma il ‘Verdinellum’ potrebbe anche essere un compromesso. Nell’attesa di capire l’evolversi della Crisi anche la questione primarie e’ congelata. “Se non si sa come si vota il tema lo potra’ porre solo Salvini”, dicono da FI.