Per Montepaschi un aumento di capitale di 5,5 miliardi non sara’ sufficiente. La Bce ha deciso che occorrono almeno 8,8 di miliardi, come viene spiegato in una lettera inviata al Tesoro. In proposito al fondo da 20 miliardi che potra’ essere sfruttato per ricapitalizzazioni precauzionali, il Mef ha precisato in serata che ‘il perimetro del fondo per le crisi bancarie istituito con il decreto salva-risparmi e’ stato disegnato in modo sufficiente a far fronte a tutte le esigenze di intervento che dovessero emergere’. La tabella di marcia tra Roma e Bruxelles intanto prevede il prolungamento dello schema per la liquidita’ entro fine settimana e la richiesta per utilizzarlo.
Al termine della prospettata operazione di ricapitalizzazione del Monte Paschi per 8,8 miliardi di euro, richiesta dalla Bce, il Ministero dell’Economia e delle Finanze dovrebbe avere una quota di capitale di circa il 70% della banca senese. Tale partecipazione sarebbe il risultato dell’impegno finanziario atteso dall’azionista pubblico, che piu’ parti indicano in circa 6,5 miliardi di euro; calcolando che agli 8,8 miliardi di aumento si deve aggiungere la capitalizzazione attuale in Borsa (442 milioni di euro prima della sospensione) il Tesoro avrebbe appunto poco piu’ del 70% su un valore totale del Monte Paschi di 9,2 miliardi di euro. La Bce ha infatti alzato a 8,8 miliardi il fabbisogno di capitale per l’istituto senese. Fonti Mef oggi hanno precisato che il perimetro del fondo salva-risparmio da 20 miliardi di euro istituito dal Governo “e’ stato disegnato in modo ampiamente sufficiente a far fronte a tutte le esigenze di intervento che dovessero emergere dalle situazioni attualmente sotto osservazione da parte delle istituzioni”. Il fabbisogno di capitale indicato dalla Bce, una volta soddisfatto dalla ricapitalizzazione precauzionale, a quanto si apprende, ha lo scopo di consentire a Banca Monte dei Paschi di Siena di trovarsi in condizioni tali da superare con successo a fine 2018 l’eventualita’ del verificarsi di uno scenario avverso come ipotizzato dagli stress test condotti dall’Agenzia Bancaria Europea nel 2016.
I metodi per calcolare il fabbisogno in caso di ricorso al mercato e in caso di intervento dello Stato sono diversi: per il primo il calcolo e’ basato su dati attuali, post cessione integrale delle sofferenze e adeguamento dei coverage dei restanti non performing loans, mentre nel caso dell’intervento pubblico e’ basato sui dati prospettici dello stress test, con determinate e specifiche soglie-obiettivo dei ratio, e include gli effetti della conversione delle obbligazioni subordinate. A quanto riportato dal comunicato del Monte Paschi i risultati dello stress test del 2016 avevano registrato uno shortfall, ossia un deficit di capitale pari a -2,44% per il parametro del Cet1 fully loaded a fine 2018, quando la soglia richiesta precauzionalmente ammonta all’8%. Questo deficit si traduce appunto secondo Bce in un fabbisogno di 8,8 miliardi. Nei prossimi giorni e’ atteso il prolungamento dello schema di garanzia per la liquidita’, autorizzato dalla Commissione per sostenere la liquidita’ delle banche in caso di necessita’, in scadenza il 31 dicembre. La stessa Bce ha rilevato tra l’altro un deterioramento della liquidita’ netta a 1 mese del Monte Paschi, scesa da 12,1 miliardi a fine novembre a 7,7 miliardi il 21 dicembre. Se del caso il Monte Paschi dovra’ fare richiesta per il suo utilizzo. In seguito i vertici della banca dovranno predisporre un piano di ristrutturazione indispensabile per l’ok dell’Ue alla ricapitalizzazione. Intanto, secondo uno studio di Equita, le nuove azioni potrebbero essere emesse a un prezzo di 17,4 euro, contro i 15,08 euro dell’ultima quotazione, anche se solo pochi giorni prima della sospensione i titoli erano trattati intorno ai 18 euro.