OCCUPAZIONE FEMMINILE 48,8%, E’ IL VALORE PIU’ ALTO DAL 1977
Il tasso di disoccupazione a giugno scende all’11,1% in calo di 0,2 punti su maggio. Si torna allo stesso valore di aprile, che corrisponde ai livelli di settembre-ottobre 2012. Crescono gli occupati di 23mila unita’ sul mese per effetto dell’aumento dei contratti a termine (+37mila). Il numero dei dipendenti a termine a giugno raggiunge quota 2,69 milioni, il valore piu’ alto dal 1992. In calo la disoccupazione per i giovani (15-24 anni) al 35,4%, -1,1 punti percentuali su maggio. Ma e’ il tasso di occupazione delle donne (15-64 anni) a giugno a far registrare un vero e proprio balzo al 48,8%: e’ il valore piu’ alto dal 1977.
A giugno 2017 la stima degli occupati cresce dello 0,1% rispetto a maggio (+23 mila), recuperando parzialmente il calo registrato nel mese precedente (-53 mila). Il tasso di occupazione si attesta al 57,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali. Lo comunica l’Istat sottolineando che la lieve crescita congiunturale dell’occupazione è interamente dovuta alla componente femminile, mentre per gli uomini si registra un modesto calo, e interessa i 15-24enni e i 35-49enni. Aumentano i dipendenti a termine, sono stabili i dipendenti a tempo indeterminato mentre diminuisce il numero degli indipendenti. Il tasso di inattività è pari al 34,9%, invariato rispetto ad maggio. Nel trimestre aprile-giugno alla crescita degli occupati si accompagna un significativo calo dei disoccupati (-3,9%, -115 mila) e l’aumento degli inattivi (+0,4%, +50 mila).
“Al di la’ delle oscillazioni mensili, questo mese di segno positivo, il dato incoraggiante e’ la conferma della costante crescita di medio lungo periodo dell’occupazione e della contestuale diminuzione dei disoccupati e degli inattivi”. Cosi’ il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, commenta i dati Istat relativi ad occupati e disoccupati di giugno 2017. “Su base annua- aggiunge- l’occupazione cresce, infatti, di 147mila unita’. Da febbraio 2014 gli occupati sono 821mila in piu’, di cui 553 mila permanenti; i disoccupati sono 421mila in meno e gli inattivi 707mila in meno. Da sottolineare il dato del tasso di occupazione delle donne, storicamente uno degli elementi di debolezza del nostro mercato del lavoro, che raggiunge il livello massimo dal 1977, anno di inizio delle rilevazioni”. “Torna a diminuire il tasso di disoccupazione giovanile che, pur restando a livelli troppo alti, si attesta a 8 punti percentuali in meno rispetto a febbraio 2014. Perche’ possa diminuire ancora concentreremo ulteriormente su questo obiettivo gli interventi della prossima legge di bilancio”, conclude il ministro.
IL PUNTO – Cala la disoccupazione a giugno, anche tra i giovani, e rimbalza il numero degli occupati, trainato soprattutto dal record delle donne e dei dipendenti a termine. E’ questo lo stato del mercato del lavoro fotografato dall’Istat. Il tasso di disoccupazione a giugno scende all’11,1%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a maggio. Dopo l’incremento del mese precedente, la stima delle persone in cerca di occupazione diminuisce del 2% (-57 mila), tornando su un livello prossimo a quello di aprile. La disoccupazione torna a scendere anche tra i giovani, attestandosi al 35,4%, in calo di 1,1 punti percentuali rispetto a maggio. Gli occupati recuperano parzialmente il calo registrato a maggio (-53 mila) e a giugno crescono di 23 mila unita’ (+0,1%) su base mensile. Aumentano soprattutto i dipendenti a termine che crescono di 37 mila unita’ in un mese attestandosi a 2.690.000: si tratta del livello piu’ alto dall’inizio delle serie storiche, ovvero dal 1992. Il tasso di occupazione si attesta al 57,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali. Determinante l’occupazione femminile che a giugno sale al 48,8% (+0,2 punti percentuali), toccando il livello piu’ alto registrato dall’inizio delle serie storiche, ovvero dal 1977. Plaude alle “buone notizie”, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. “Meno disoccupati, anche tra giovani. Aumenta lavoro donne. Fiducia in risultati Jobs Act e ritorno a crescita”, commenta in un tweet. Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, “al di la’ delle oscillazioni mensili – questo mese di segno positivo – il dato incoraggiante e’ la conferma della costante crescita di medio lungo periodo dell’occupazione e della contestuale diminuzione dei disoccupati e degli inattivi”. Il ministro richiama l’attenzione soprattutto sul calo della disoccupazione giovanile. E assicura: “Perche’ possa diminuire ancora concentreremo ulteriormente su questo obiettivo gli interventi della prossima legge di bilancio”. In quest’ottica, si fa sempre piu’ strada l’ipotesi di un taglio strutturale del cuneo fiscale per l’assunzione a tempo indeterminato dei giovani: il governo studia un taglio del 50% dei contributi per i primi 2-3 anni. Cauti i sindacati. Per la Cisl, “siamo ancora lontani dal numero di occupati pre-crisi e siamo tra gli ultimi in Europa, soprattutto per l’occupazione femminile e giovanile”. E la Cgil mette in guardia: “I dati diffusi oggi confermano, purtroppo, che la ripresa occupazionale e’ principalmente fondata sull’estrema precarizzazione dei nuovi rapporti di lavoro”. Per Confcommercio, invece, “il modesto aumento degli occupati di giugno rappresenta, comunque, per il mercato del lavoro un recupero quasi completo dei livelli persi durante la doppia crisi: all’appello mancano, tuttavia, 230mila occupati per raggiungere il massimo storico di aprile 2008”.