E’ boom di sbarchi: dal primo gennaio ad oggi, secondo gli ultimi dati del Viminale, sono stati oltre 18mila i migranti giunti sulle coste italiane, +31,88% rispetto allo stesso periodo 2016 e +80,96% sul 2015. A questi vanno aggiunti i circa 3 mila soccorsi ieri nel canale di Sicilia, 1.500 dei quali in arrivo ad Augusta. A Roma la riunione dei ministri dell’Interno nordafricani e europei sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale. Con Gentiloni e il commissario Ue Avramopoulos, anche il leader del governo di accordo nazionale della Libia, al Serraj. Il premier italiano: ‘Solo l’impegno comune puo’ consentire di regolare i flussi migratori nel Mediterraneo, l’Ue deve insieme farsi carico dell’accoglienza e dei rimpatri’.
Sono 18.232 le persone sbarcate in Italia dall’inizio dell’anno, il 31,88% in più rispetto ai 13.825 registrati tra il 1 gennaio e il 20 marzo 2016 e l’80,96% in più rispetto ai 10.075 dello stesso periodo del 2015. Per quanto riguarda le principali nazionalità di provenienza, dai dati del Viminale emerge che 2.378 persone hanno dichiarato di provenire dalla Guinea, 2.088 dalla Nigeria, 1.823 dalla Costa d’Avorio e 1.554 dal Bangladesh. Dall’inizio dell’anno sono giunti in Italia 2.230 minori stranieri non accompagnati, che vanno ad aggiungersi ai 25.846 sbarcati nel 2016. Sono attualmente presenti nelle strutture temporanee, negli hotspot e nei centri di prima accoglienza 174.055 persone. I porti maggiormente interessati dagli sbarchi sono stati, dall’inizio dell’anno, Augusta, Catania, Trapani, Lampedusa e Pozzallo.
Si e’ svolto stamattina a Roma, nella sede della Scuola Superiore di Polizia, la prima riunione del “Gruppo di contatto sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale”, presieduto dal ministro dell’Interno Marco Minniti. Al vertice, al quale e’ intervenuto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, hanno partecipato i ministri dell’Interno di Algeria, Austria, Francia, Germania, Libia, Malta, Slovenia, Svizzera, Tunisia e il commissario europeo per le Migrazioni e gli Affari interni, Dimitris Avramopoulos. Presente anche il Capo della polizia prefetto Franco Gabrielli.
Ai lavori presieduti dal ministro dell’Interno Marco Minniti e aperti dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, hanno preso parte anche il commissario europeo per le Migrazioni, gli Affari interni e la Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, e il premier del governo di accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj. La presenza di quest’ultimo era in forse fino all’ultimo momento a causa delle condizioni di sicurezza a Tripoli. Hanno fatto parte della delegazione libica Elaref el Khuja, ministro dell’Interno, e Mohamed Taher Siala, ministro degli Esteri del governo di accordo nazionale. Assente, invece, la delegazione dell’Algeria che non ha preso parte alla riunione, anche se il nome del ministro dell’Interno Noureddine Bedoui era stato inserito nel programma dei lavori.
La lotta contro i trafficanti di uomini e la stabilita’ della Libia “sono due facce della stessa medaglia”, ha detto Minniti durante la conferenza stampa conclusiva. La presenza a Roma del premier libico Sarraj “e’ particolarmente importante” perche’ avviene mentre a Tripoli vi e’ una “situazione impegnativa”, ha detto Minniti. “Questo nostro meeting e’ stato impreziosito dagli interventi di Gentiloni e Sarraj, due presenze molto importanti”, ha spiegato il titolare del dicastero. “Si e’ discusso con i partner europei su come implementare l’accordo (tra Italia e Libia firmato il 2 febbraio a Roma, ndr) convergendo su due grandi questioni concordate con gli amici libici: il controllo delle acque territoriale libiche, un fatto cruciale anche in queste ore; il controllo dei confini a sud della Libia”, ha detto Minniti.
“Bisogna contrastare l’idea che questa iniziativa abbia risvolti negativi sul piano umanitario, e’ esattamente il contrario, serve la cooperazione tra Libia e paesi Ue per prevenire, limitare i comportamenti dei trafficanti che sono la negazione di qualsiasi principio umanitario”. Cosi’ il premier Paolo Gentiloni alla riunione del gruppo di contatto tra paesi europei e africani per la gestione dei flussi migratori nella rotta del mediterraneo centrale. “Si tratta – ha spiegato Gentiloni – di fare un lavoro di lungo periodo ma nel frattempo ottenere risultati per avere flussi gestibili, ridurne l’entita’ e trasformarli gradualmente da irregolari a regolari. Un obiettivo realistico, difficile ma non basata sul vento, il che vuol dire lavorare sulle cause dell’immigrazione e su un impegno Ue che negli ultimi anni si e’ rafforzato molto”.