E’ tornata la calma nel centro di accoglienza di Conetta, nel Veneziano, teatro di una protesta dei migranti che la scorsa notte si sono barricati in alcuni container ed hanno bloccato all’interno 25 volontari, poi liberati. I disordini erano scoppiati a causa della morte improvvisa di una giovane donna della Costa d’Avorio, Sandrine Bakayoko. I migranti denunciavano ritardi nei soccorsi, ma fonti sanitarie negano. Stretta intanto del Viminale sugli irregolari: il ministro Minniti sara’ oggi a Tunisi e Malta con l’obiettivo di ottenere un rapido via libera ai rimpatri.
Notte di tensione all’interno del Centro di prima accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, dopo la riolta scoppiata all’interno del centro della struttura scoppiata dopo la morte di una giovane ivoriana deceduta il 2 gennaio all’interno del campo. Solo nelle prime ore del mattino all’interno del Centro sembra essere tornata la calma con l’intervento delle forze dell’ordine e i 25 volontari della Cooperativa che gestisce l’hub, barricati in alcuni container, sono stati fatti uscire. Non sono ancora chiare le cause della morte della giovane donna della Costa d’Avorio, la cui morte ha dato il via ai disordini. E’ polemica sui soccorsi: la 25enne si sarebbe sentita male, secondo i suoi compagni, nelle prime ore del mattino, i soccorsi sarebbero arrivati alle 13.
Secondo la direzione della società che gestisce il campo – a quanto ricostruisce il quotidiano La Nuova Venezia – il fatto è avvenuto alle 13 e i soccorsi sono arrivati immediatamente. Intanto, però, le condizioni della ragazza sono via via peggiorate e alle 13.15, quando è arrivata l’ambulanza, era ormai troppo tardi. In pronto soccorso a Piove di Sacco i medici hanno potuto solamente constatare la morte della ventiquattrenne. Le condizioni all’interno del campo, il più grande del Nordest, sono state più volte denunciate dai profughi.
Gli operatori della cooperativa Ecofficina sono stati fatti uscire poco prima delle due. Tra di loro anche due medici e un’infermiera. Si sono allontanati in auto, alcune colpite dai manifestanti. Secondo le prime dichiarazioni tutti stanno bene anche se hanno trascorso momenti di paura quando all’esterno dei loro rifugi molti migranti avevano iniziato a colpire le pareti con bastoni e spranghe. Allo scoppio della protesta si erano chiusi e barricati in alcuni container e negli uffici amministrativi della struttura.