INDAGINI PER DISASTRO COLPOSO TRE MORTE E 50 FERITI. ATTESI AVVISI GARANZIA PER VERTICI RFI
Si indaga per disastro ferroviario colposo dopo il deragliamento ieri mattina di un treno di pendolari nel Milanese, nel quale 3 donne sono morte e altre 50 persone sono rimaste ferite. Attesa l’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici di Rfi e forse anche di Trenord. L’ipotesi e’ quella di un cedimento strutturale: si e’ staccato un pezzo di rotaia lungo 23 cm. Di Maio promette: sforiamo il 3% per la sicurezza dei pendolari. L’incidente in fabbrica a Lamina: oggi a Muggio’ i funerali di due delle tre vittime.
Sono tre donne le vittime del convoglio di Trenord uscito dai binari ieri mattina alle 6.57 a Seggiano di Pioltello, alle porte di Milano: Pierangela Tadini, 51enne originaria di Caravaggio ma residente a Vanzago (Milano), Giuseppina Pirri, 39 anni, di Cernusco sul Naviglio. Per la terza vittima e’ ancora in corso l’identificazione a causa delle condizioni del corpo anche se alcuni elementi coincidono con la descrizione fornita da un parente. Quarantasei le persone ferite, secondo l’ultima comunicazione della Prefettura. Cinque sono in codice rosso, 8 in codice giallo, 33 in codice verde.
Il Treno e’ partito da Cremona diretto a Milano Porta Garibaldi con a bordo circa 350 persone, in maggioranza pendolari. La causa della tragedia sarebbe stato il ‘cedimento strutturale’ di 20 centimetri di rotaia. I tecnici della Rfi hanno accertato che si e’ verificato due chilometri prima del luogo del deragliamento. In quel punto 3 carrozze sono uscite dai binari, ma il convoglio ha continuato a camminare finche’ uno dei vagoni fuori asse ha impattato contro un palo della trazione elettrica e si e’ accartocciato. La ricostruzione e’ coerente con la scena che si e’ presentata ai primi soccorritori, con le carrozze centrali del convoglio deragliate e intraversate a un angolo di circa 90 gradi l’una dall’altra. All’interno sono rimaste intrappolate a lungo numerose persone, poi liberate dai soccorritori, mentre una spola di ambulanze e elicotteri trasportavano in ospedale i feriti. Anche i racconti dei testimoni sembrano avvalorare la stessa ipotesi. Uno dei passeggeri ha raccontato che ‘all’improvviso il Treno ha iniziato a tremare, poi si e’ sentito un boato e le carrozze sono uscite dai binari’. Un ferito ha detto di avere ‘sentito il Treno vibrare e poi e’ avvenuto l’impatto’.
Drammatica testimonianza di una ragazza al telefono con i genitori: ‘Mamma aiuto, il Treno sta uscendo dai binari’. ‘C’e’ stato un gran botto, poi uno stridere fortissimo che sembrava non finire mai, e tutti hanno iniziato a urlare’, il racconto di uno dei feriti in ospedale. Poco piu’ di 6 mesi fa, il 23 luglio, un altro Treno di Trenord era parzialmente uscito dai binari proprio a Pioltello, senza pero’ provocare feriti fra i passeggeri. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo. ‘Accertare le responsabilita’, dobbiamo essere severi nel garantire la sicurezza’, dice il presidente del Consiglio Gentiloni, mentre il ministro delle Infrastrutture Delrio afferma che ‘il diritto alla mobilita’ deve partire dalla sicurezza delle persone come garanzia imprescindibile’ e il sindaco di Milano Sala invita a ‘moltiplicare gli sforzi sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e nei trasporti’. Si accende la polemica. ‘In questi anni e’ stata data maggiore attenzione all’alta velocita’ che non ai treni dei pendolari’, dice il presidente del Consiglio regionale lombardo Cattaneo. ‘La linea Cremona-Milano e’ stata segnalata come una delle peggiori in Lombardia, con oltre 10mila pendolari giornalieri, su treni lenti e sovraffollati dall’eta’ media di 17 anni’, dice Legambiente Lombardia. Ancora piu’ dura la critica di monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei: ‘Quando si risparmia sulla sicurezza, si risparmia sulle persone e sulla loro vita. E il risultato e’ sotto gli occhi di tutti’.




