NUOVO SOPRALLUOGO DEI PM. OGGI UN GUASTO NEL MILANESE
Ripreso gradualmente dalle ore 6 il traffico ferroviario su due dei quattro binari della Milano-Brescia, dopo il deragliamento del treno dei pendolari di Trenord in cui sono morte tre donne. Altre 46 persone sono rimaste ferite. Si indaga per disastro ferroviario colposo. Nuovo sopralluogo dei pm di Milano titolari dell’indagine. Oggi un guasto a un treno di Trenord, fermo in prossimita’ della stazione di Pieve Emanuele, con ritardi fino a 50 minuti. Una pendolare: ‘In viaggio in ritardo e al gelo, tutti in silenzio’.
“Il rilievo della macchina di diagnostica che si chiama ‘Diamante’ e’ transitato sui binari dell’incidente ferroviario di Pioltello, lo scorso 11 gennaio”. Lo dice Umberto Lebruto, direttore della produzione di Rfi, Rete ferroviaria italiana, ai microfoni del Gr1 Rai. “Non ho mai visto un incidente cosi’ grave causato da una rottura cosi’ piccola, di un pezzo di 23 centimetri, pero’ bisogna indagare a fondo: il cedimento di quella rotaia, potrebbe essere la causa, come l’effetto, dell’incidente. Al momento – prosegue – il cantiere e’ ancora sotto sequestro, non ci hanno fatto entrare ancora, siamo qui in attesa e c’e’ anche un TRENO diagnostica che circola su tutti i binari, pari e dispari, su tutte le direzioni. Cinque anni fa, nel 2012, per sicurezza dell’esercizio ferroviario spendevamo un miliardo di euro l’anno su tutta la rete, nel 2017 questa spesa e’ stata di un miliardo e settecento milioni di euro: l’abbiamo aumentata del 70 per cento”, conclude il dirigente di Rfi.
Per sapere la causa precisa dell’incidente ferroviario avvenuto tra Cremona e Milano bisognera’ aspettare “qualche mese, perche’ prima andranno completate le indagini di Polizia Ferroviaria e consulenti e le analisi tecniche”. A spiegarlo e’ Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano. “Il cedimento strutturale non si puo’ escludere e l’infrastruttura e’ un elemento da indagare – continua – La rottura puo’ avere alla base diversi fattori”. La causa vera sara’ possibile saperla, rileva Resta, “una volta capita la dinamica dello svio. A quel punto si potranno fare le analisi metallografiche, cioe’ le radiografie che permettono di capire il tipo di frattura e le cause”. Probabilmente ci vorranno “alcuni mesi, perche’ prima dovranno terminare le indagini giudiziarie dei periti e consulenti. La Polfer e gli investigatori devono identificare dove sono finite tutte le parti dei veicoli coinvolti, e fare l’analisi dei mezzi – aggiunge -. Terminata questa fase, si potranno determinare le responsabilita’”.
Circa le possibili cause, Resta spiega che “sulla base di quello che si sa, il cedimento strutturale non si puo’ escludere e l’infrastruttura e’ un elemento da indagare”. Se la velocita’ puo’ essere esclusa come causa, continua, “la certezza che abbiamo e’ che quel giunto ha subito un forte danneggiamento, e che sia stato poi la causa dello svio non si puo’ escludere”. La rottura puo’ avere alla base diversi fattori: “il metallo puo’ non essere stato ben fabbricato, oppure puo’ essere stato installato male o soggetto ad una cattiva manutenzione. O e’ anche possibile che i controlli non siano stati eseguiti o non fatti correttamente. Oggi – conclude – per quello che si sa, l’infrastruttura e’ un elemento da indagare con attenzione”.
“Fortunatamente degli 80 passeggeri riasti coinvolti nel tragico incidente ferroviario di ieri, 60, questa mattina sono stati dimessi. Dei 20 che rimangono attualmente ricoverati, due si trovano in terapia intensiva e restano ancora in prognosi riservata”. Lo annuncia l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, che da’ un aggiornamento sulle condizioni sanitarie dei passeggeri rimasti coinvolti nell’incidente ferroviario che si e’ verificato ieri mattina tra le stazioni di Segrate e Pioltello, alle porte di Milano.
“Oggi per la prima volta sono salito sul solito Treno con un dubbio nuovo: ci salgo o no?”. E’ la confidenza di un pendolare in viaggio sulla Milano-Lecco (S8) di Trenord all’indomani del deragliamento del regionale 10.452 a Pioltello. “Siamo abituati a tutto, cancellazioni, ritardi, freddo d’inverno e caldo d’estate, vagoni sporchi e gabinetti guasti, ma finora non avevamo mai messo in discussione la sicurezza di questi treni. Finora quando al mattino arrivava il Treno era un sollievo, pensavo ‘anche oggi ce l’ho fatta a prenderlo’. Oggi invece non e’ stato cosi’, qualche dubbio mi e’ venuto”. Sul Milano-Lecco non si parla d’altro. La confidenza del passeggero si mescola con il brusio degli altri viaggiatori, tutti si immedesimo nella tragedia di Pioltello. Il ritardo con cui anche oggi viaggia il convoglio passa in secondo piano. Molti commentano le immagini dei vagoni di traverso sui binari. Dall’altoparlante viene annunciata la stazione successiva. Il Treno e’ in ritardo. Trenord “si scusa per il disagio”.