Sistemate a Comacchio, Fiscaglia e Ferrara le 12 profughe (una di loro e’ incinta) il cui arrivo ieri sera in un ostello di Gorino (Ferrara) requisito dal Prefetto era stato accolto da barricate in tre punti d’accesso alla cittadina del Delta del Po. Resta attiva una sola barricata nella Provinciale tra Goro e Gorino, vengono fatte passare solo le auto. I pescatori hanno annunciato che non andranno in mare e non manderanno i figli a scuola. Record arrivi nel 2016, 153mila, si va verso sorpasso 170mila del 2014. In Francia riprende lo sgombero della ‘Giungla’ di Calais. Altri 56 profughi siriani a Fiumicino da Beirut grazie al progetto-pilota dei Corridoi umanitari. Nel Salento una barca a vela di 10 metri con 21 iracheni a bordo.
Profughi ‘respinti’ a distanza dai manifestanti scesi in strada nella notte con tanto di bancali per impedire l’arrivo nell’ostello a Gorino, frazione di Goro, nel Ferrarese, di 12 donne straniere nell’ambito del piano di accoglienza nazionale. Circa 150 cittadini avevano bloccato l’accesso alla struttura, l’ostello “Amore Natura” occupando la strada che collega i due comuni. Dopo ore di trattativa, la mediazione e’ fallita e si e’ deciso per motivi di ordine pubblico di non usare la forza e di non allontanare i manifestanti vista anche la presenza di donne e bambini tra le persone scese in strada. I profughi 12 donne di origine centro-africana sono rimasti fermi per alcune ore, nella notte, all’interno di un pullman lontani dal presidio. Alla fine gli immigrati sono stati ospitati temporaneamente, ed in attesa della decisione del prefetto di Ferrara, all’interno di strutture a Ferrara, Comacchio e Fiscaglia. Nella prima mattinata ancora una decina di persone erano presenti in strada per protestare lungo la via di accesso all’ostello e presidiare la situazione, in attesa di rassicurazioni da parte del prefetto: sempre per protesta, la maggioranza dei bimbi del paese sono stati tenuti a casa da scuola, tanto che lo scuolabus e’ arrivato vuoto a destinazione.
Al momento, resta attiva una sola barricata, quella nella Provinciale tra Goro e Gorino, dove vengono lasciate passare soltanto le auto. Da ieri pomeriggio alle 17, circa 500 persone si stanno dando il cambio per evitare che i profughi arrivino in paese. La tensione si taglia con il coltello e dalla popolazione emerge la rabbia verso le istituzioni. La protesta e’ scattata nel momento in cui le autorita’ hanno requisito 5 stanze dell’Ostello Amore-Natura di Gorino per destinarle all’accoglienza di 11 profughe, di cui una incinta. A quel punto e’ scattata una mobilitazione durissima: le strade di accesso al Paese sono state bloccate da vere e proprie barricate fisiche e l’ingresso in paese e’ consentito solo ai residenti. Il pomo della discordia e’ la scelta della prefettura: la requisizione parziale del piano superiore dell’edificio e delle camere (5 per un totale di 30 posti letto). Una scelta giustificata nel fatto che l’edificio, un ex scuola materna, e’ tuttora di proprieta’ della Provincia e in locazione da quattro anni. ?Ci hanno contattato nelle settimane scorse per chiederci se eravamo interessati a mettere a disposizione gli spazi?, racconta Paolo Fabbrini, socio titolare dell’attivita’, ?ma abbiamo espressamente rifiutato. Alle 14 ci hanno notificato il sequestro dei locali e annunciato che entro 40 giorni sarebbero stati occupati?. Fabbrini ci tiene a sgombrare il campo da equivoci: ?Qui non si tratta di razzismo, donne e bambini sono ben accetti, ma che accoglienza e’ imporre la loro presenza con un preavviso di poche ore, senza che nemmeno le camere siano pronte? Siamo qui con regolare contratto, avevamo prenotazioni di turisti che dovremo disdire all’ultimo, non e’ concepibile ne’ giusto. La stessa popolazione e’ in subbuglio, non siamo cattivi ma un po’ incazzati si’, bastava preannunciarlo e tutto sarebbe stato affrontato con piu’ calma?. Le donne sono state sistemate a Comacchio (4), a Fiscaglia (4) e le altre a Ferrara. La decisione e’ stata presa grazie a una mediazione tra forze dell’ordine e manifestanti e all’intervento del sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, con colleghi del territorio. Quello che pero’ rimane e’ una tensione sociale crescente su un tema, quello dell’accoglienza, che continua ad essere in una endemica condizione di emergenza.
“Mi vergogno. Se in un momento come questo un comune come quello di Goro che ha ricevuto molto dalle istituzioni, non accoglie dodici donne straniere bisogna che si rifletta sul significato di collaborazione istituzionale”: con queste parole, il sindaco e presidente della provincia di Ferrara, Tiziano Tagliani, condanna la protesta dei cittadini di Goro che con tanto di bancali in strada e blocchi della circolazione hanno ‘respinto’, nella notte, 12 profughi che avrebbero dovuto essere ospitati in un ostello a Gorino, frazione del comune del Ferrarese. Quella di Goro “non e’ una realta’ – ha detto Tagliani interpellato dall’AGI – in cui ci sia un sovraffollamento di stranieri”. Il sindaco di Ferrara ha poi definito “esagerata” la protesta anti-immigrati: “voglio pensare – ha sottolineato – che sia stata fomentata dalla politica. Rilevo – ha continuato – una crescente difficolta’ di dare esecuzione alle indicazioni del ministero dell’Interno” in tema di accoglienza agli immigrati. Le donne straniere, tra cui una incinta, originarie del Ghana e della Costa d’Avorio sono rimaste per sei ore nella caserma dei carabinieri di Ferrara fino a quando si e’ deciso intorno a mezzanotte e per motivi di ordine pubblico, di trasferirle in tre strutture nella stessa citta’ estense, a Fiscaglia e a Codigoro. “Sono intervenuto – ha concluso Tagliani – perche’ quando ci sono situazioni di questo tipo e’ un dovere trovare una soluzione”.