“È inspiegabile far parte di un partito che si chiama democratico e aver paura della democrazia. Quando si e’ votato per fare il congresso – dopo quattro ore di riunione in direzione con oltre un milione di persone che hanno seguito il dibattito – e’ finita 107 a 12 per quelli che vogliono fare il congresso. Venite, amici. Dico anche a chi sta fuori dal PD ‘venite e iscrivetevi'”. Lo dice Matteo Renzi nella enews. “Mi domando come sia possibile fare una scissione sulla data di convocazione del congresso e non sulle idee”, scrive Renzi, ripercorrendo le tappe dal 4 dicembre ad oggi.
“Faccio il riassunto delle puntate precedenti. Dicembre 2016: Perso il referendum mi dimetto da palazzo Chigi e chiedo di anticipare il congresso (previsto altrimenti per il dicembre 2017). Mi viene risposto: No, sarebbe un errore. Ascolta la minoranza, non forzare: conferenza programmatica e campagna di ascolto”. Lo scrive il segretario del Pd Matteo Renzi nella sua enews.”In Assemblea Nazionale – prosegue – molti dei miei amici rumoreggiano dicendo: Matteo, stai sbagliando a non fare il congresso. E io replico: ragazzi, dobbiamo essere responsabili. Gennaio 2017: mentre organizziamo la campagna di ascolto, la nuova segreteria, i questionari e i viaggi in Bus nel Paese ci viene detto che così non si può andare avanti. E che non serve la campagna di ascolto ma occorre un luogo di contendibilità della linea politica. Tradotto: vogliamo le primarie. Mi sembra sbagliato cambiare strada dopo le decisioni dell’assemblea. Ma accettiamo le primarie dicendoci: ragazzi, dobbiamo essere responsabili”.
“Fine gennaio – inizio febbraio 2017: mentre a Rimini – continua – è in corso l’assemblea degli amministratori (tante idee, tanti stimoli, tante proposte) da Roma si alza la voce di Massimo d’Alema che in una affollata assemblea dice ‘O congresso o sarà scissione’, seguito – nel richiamo alla scissione – da altri leader della minoranza. Mi domando come sia possibile fare una scissione sulla data di convocazione del congresso e non sulle idee. Ma non è la prima volta che alcuni compagni di partito cercano ogni pretesto per alimentare tensioni interne. E io non voglio dare alcun pretesto, davvero. Voglio togliere ogni alibi. E anche se il grido ‘congresso o scissione’ sembra un ricatto morale, accettiamo di nuovo il congresso dicendoci: ragazzi, dobbiamo essere responsabili”.
“Mi capita piu’ volte in queste ore di fermarmi. E domandarmi: ma cosa puo’ apprezzare un cittadino del dibattito di queste ore nel Pd? E mi rispondo: nulla, o quasi. Stamattina ne parlavo in stazione con un nostro simpatizzante che mi confermava: ‘A segreta’, non ce stamo a capi’ nulla’”, scrive il segretario del Pd.
“Chi mi odia mi segua. Parliamone come si faceva una volta, guardandoci negli occhi”. Matteo RENZI nella enews, apprezza il post del sindaco di Bari Antonio De Caro su Facebook. De Caro invita a confronto pubblico i suoi contesatori. A RENZI l’iniziativa “sembra geniale”. Ecco il post di De Caro. “chi mi odia mi segua. Parliamone come si faceva una volta guardandoci negli occhi”. “Avete presente tutte quelle persone che ogni giorno, sotto ogni mio post, passano buona parte del loro tempo a disprezzarmi, maltrattarmi, anche senza motivo, e alle volte anche ad insultarmi? Bene, io queste persone vorrei incontrarle. In fondo mi ci sono quasi affezionato, certe volte sembrano quegli zii un po’ acidi che borbottano sempre su tutto. :) Per questo vorrei che, per una volta, mettessero da parte tastiere e social network e parlassero davvero con me. Perche’ ogni volta che organizziamo un incontro pubblico o un’assemblea cittadina loro non ci sono mai. E invece io vorrei confrontarmi anche con loro. Vorrei che mi dicessero dal vivo, guardandomi in faccia, cosa non gli piace di quello che faccio e cosa pensano si possa fare per migliorare. Quindi chiedo a tutte queste persone, come per esempio Donato Foggetti, Francesco Lippolis, Fabio Gargano, Giovanni Storti, Filippo Lamacchia e tutti quelli che vogliono dirmene quattro in faccia, di incontrarci venerdi’ 17 febbraio alle 18:00 in Comune. Che ne pensate?”, scrive De Caro. Matteo RENZI chiosa: “Una iniziativa analoga l’aveva presa il sindaco di Sarzana Alessio Cavarra (sono bravi questi sindaci. Nel PD che rinnoveremo dovremo coinvolgerli ancora di piu’). Ma la cosa divertente sara’ vedere se i professionisti dell’odio si presenteranno o continueranno a sfogare le proprie frustrazioni sulla tastiera”.
“So che non e’ molto attinente e so che qualcuno storcera’ il naso. Pero’ voglio scriverlo perche’ questa E-News e’ un filo diretto di sentimenti e di emozioni, non solo di notizie politiche. E alla fine dopo due pagine sul congresso penso che sia anche giusto ‘cambiare aria’. Bene! A me Sanremo e’ piaciuto. Le canzoni, il vincitore, Maria De Filippi (che e’ una straordinaria professionista), il clima, l’omaggio bellissimo ai soccorritori italiani che sono un orgoglio per questo Paese”. Lo scrive il segretario del Pd Matteo RENZI nella Enews. Ma, aggiunge, “visto che si chiude un ciclo di tre anni lasciatemi dire che il trionfo di pubblico di questi tre anni – impressionante – e’ merito innanzitutto di un grande della tv come Carlo Conti. Ok, sono fiorentini, sono amici, sono tifosi della Viola: mi aspetto tutte le polemiche in aggiunta a quelle che Conti ha gia’ ricevuto in modo peraltro immeritato. Ma chi conosce la storia umana personale di Carlo Conti, la gavetta che ha fatto a cominciare dalla radio o dalle serate nella provincia toscana, i rischi professionali che si e’ preso, sa che ci troviamo davanti a una persona vera”. “E adesso che dicendolo non gli faccio piu’ danno (anche se qualcuno scrivera’ su qualche giornale che voglio ingraziarmelo per farmi cantare al prossimo Zecchino d’Oro ma non ho l’eta’), voglio rendere testimonianza del valore di una persona che e’ innanzitutto un uomo e poi un professionista”, conclude.