Il nuovo piano industriale di Mps prevede la riduzione di 2.600 dipendenti, lo spostamento dei restanti a attivita’ commerciali e la chiusura di circa 500 filiali. Montepaschi, che ha chiuso i nove mesi con una perdita di 849 milioni di euro, ha convocato per il 24 novembre l’assemblea straordinaria per approvare l’aumento di capitale fino a 5 miliardi di euro. Il titolo in Borsa ha perso il 15%. Conti record per Fca ha chiuso il trimestre con un utile netto adjusted piu’ che triplicato e un utile netto pari a 606 milioni. Rialzati target 2016.
Giornata decisiva per il futuro di Monte dei Paschi di Siena: il Cda ha approvato nella notte il nuovo piano industriale, presentato in mattinata dall’Ad Marco Morelli, che dovra’ portare la banca senese fuori dalla crisi e avviarne il rilancio. Si partira’ con un aumento di capitale fino a 5 miliardi e la previsione di un utile di 1,1 miliardi entro il 2019 con la cessione di 27,6 miliardi di crediti in sofferenza. Previsti anche la chiusura di 500 filiali e circa 2.600 esuberi. La Banca avra’ cosi’ a fine piano 22.600 dipendenti. Positivo il parere dei sindacati, che hanno parlato di “piano coraggioso”, sentiti dalla dirigenza nelle prime ore della mattina. Piu’ incerto quello della Borsa: il titolo ha perso il 14,99% a 0,29 euro per azione contro le 0,35 di ieri. Soprattutto ‘prese di beneficio’ sottolineano comunque gli analisti. “Il titolo d’altra parte ha guadagnato il 100% in sei giorni”, ha spiegato in giornata lo stesso Morelli. Un ‘balzo’ eccessivo, secondo gli osservatori cui e’ seguito un “assestamento” e infatti la quotazione e’ stata altalenante per tutta la giornata: nella prima parte blocchi per eccesso di rialzo (fino al 20%), nella seconda per il ribasso (con un minimo del -23%). Ancora difficile intanto la situazione per quanto riguarda i conti a settembre con ricavi a 3,4 miliardi (-16,6%) e perdite per 849 milioni. Sempre il Cda ha quindi fissato l’assemblea dell’istituto per il 24 novembre. Sull’approvazione del piano Morelli non si sbilancia “per noi e’ difficile fare previsioni, anche alla luce dei volumi che vengono scambiati”, per cui “non posso fare nessuna previsione, vediamo cosa succede”.
In quell’occasione si parlera’ anche degli investitori chiamati a rifinanziare le casse dell’istituto. “Ggli attuali azionisti non si sono al momento pronunciati”, ha spiegato l’a.d., e per quanto riguarda invece la partecipazione di investitori pubblici, come la Cassa depositi e prestiti, Morelli si e’ limitato a dire: “Non li ho sentiti e loro non hanno sentito me”. Tornera’ in quell’occasione probabilmente sul tavolo anche il piano dell’ex ministro del governo Monti, Corrado Passera che si dice possa avere alle spalle fondi d’investimento Usa. L’aumento di capitale dovrebbe partire comunque entro la fine dell’anno, “i primi 7-8 giorni di dicembre se ci sono le condizioni di mercato” e l’accordo di pre-underwriting sottoscritto con il consorzio di banche nell’ambito dell’aumento di capitale da 5 miliardi “durera’ fino al 31 dicembre” prossimo, ha spiegato ancora Morelli. Le commissioni a favore del consorzio, ha aggiunto, “sono inferiori” rispetto a quanto stimato dall’ex a.d. Fabrizio Viola nel suo piano di luglio, e a proposito del ‘piano Passera’ ha aggiunto: “Mps ha la massima apertura a considerare chiunque sia in grado di dare un contributo all’operazione e al rafforzamento patrimoniale dell’istituto. Siamo assolutamente aperti a considerare qualunque proposta”, tuttavia deve continuare “sulla strada chiara tracciata oggi” con la presentazione del piano industriale 2016-2019. “Siamo tranquilli che questa operazione avra’ buon fine – ha concluso Morelli in conferenza stampa – Abbiamo tracciato un un piano innovativo e senza precedenti di deconsolidamento di sofferenze e per la struttura dell’aumento di capitale. Cominceremo a negoziare con potenziali anchor investor. Siamo gia’ stati approcciati da una serie di controparti”.