Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo nigeriano di 36 anni, sfuggito alla furia di Boko Haram non ce l’ha fatta. Era stato picchiato da un ultra’ della Fermana dopo aver reagito agli insulti razzisti rivolti alla moglie, ‘scimmie africane’. Finito in coma, e’ morto ieri. L’aggressore che finora era indagato a piede libero, e’ stato fermato per omicidio preterintenzionale. Il presidente del Consiglio ha annunciato che il governo sara’ oggi a Fermo con le Istituzioni locali in memoria di Emmanuel, ‘contro l’odio, il razzismo e la violenza’.
“Il Governo oggi a Fermo con don Vinicio e le Istituzioni locali in memoria di #Emmanuel Contro l’odio, il razzismo e la violenza”. Cosi’ Matteo Renzi in un tweet ricorda il ragazzo nigeriano ucciso nella citta’ marchigiana perche’ aveva difeso la ragazza da insulti razzisti. Presso la Prefettura di Fermo, il ministro dell’Interno Angelino Alfano presiede una riunione del comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica.
“Sono contento di essere insieme a don Vinicio Albanesi in questo giorno di infinita tristezza, che segna probabilmente un confine invalicabile tra chi ritiene che ci siano dei valori irrinunciabili e chi invece tra i valori inserisce un razzismo che noi disprezziamo”. Lo dice il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, parlando brevemente con i giornalisti.
Emmanuel Chidi Namdi “sfuggiva a Boko Haram, cercava serenita’ in Italia, aveva i suoi affetti vicini, e per difendere il decoro moglie ha trovato una morte terribile” a FERMO per mano di un estremista di destra richiede una “condanna senza timidezza”. Lo dice, a nome del gruppo Ncd-Ap, Ferdinando Casini, presidente della commisisone Esteri del Senato, nell’Aula di Palazzo Madama dopo l’informativa del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni sulla strage di Dacca. Casini invita a rivolgersi, come Italia, a “una civilta’ che trova nell’identita’ e nelle radici del nostro Paese un punto fondamentale”.
“Chi ha responsabilita’ politiche e istituzionali deve prendere le distanze da messaggi d’odio e non alimentarli. Politica faccia fronte comune”. Lo scrive su Twitter la presidente della Camera Laura Boldrini commentando l’omicidio di Fermo. “L’odio che avvelena la nostra societa’ va riconosciuto e non sottovalutato. Per questo ho costituito – scrive – commissione parlamentare su #hatespeech”.
“Emmanuel ucciso dall’odio razzista, dona gli organi ai fratelli di ogni colore. Non ci sono se, ma e però che giustifichino tale violenza”. Lo ha scritto la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin.
A Chinyery, moglie di Emmanuel, l’abbraccio di tutta l’Italia. Dobbiamo restare umani”. Lo ha scritto su twitter la ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi dopo la morte del nigeriano ucciso a Fermo.
E’ stato fermato con l’accusa di omicidio preterintenzionale per Amedeo Mancini, l’ultra’ della Fermana indagato per l’uccisione di Emmanuel Chidi Namdi, il richiedente asilo nigeriano pestato a morte il 5 luglio a FERMO, mentre difendeva la compagna dagli insulti razzisti di Mancini. L’uomo finora era indagato a piede libero. Mancini e’ titolare di una grossa azienda zootenica a FERMO, che conta una cinquantina di tori. Alto circa un metro e 90 e corpulento, e’ un volto noto della tifoseria ultras della locale squadra di calcio. Per le sue violenze sugli spalti era gia’ stato raggiunto in passato da un provvedimento di Daspo del Questore di Ascoli Piceno. Secondo una ricostruzione ancora molto frammentaria dei fatti, due sere fa Mancini ha insultato la compagna di Emmanuel Namdi, Chinyery, gridandole ”scimmia africana” e strattonandola, tanto da provocarle alcune escoriazioni. Il migrante ha reagito sradicando un paletto stradale con il quale avrebbe colpito l’ultra’, facendolo cadere a terra. Mancini pero’ si e’ rialzato e ha sferrato un pugno a Namdi, che a sua volta e’ stramazzato a terra, battendo la testa, prima di essere colpito ancora. Le condizioni del nigeriano, entrato in coma irreversibile, erano apparse subito disperate. La morte ieri, in ospedale. Alla scena avrebbero assistito tre testimoni, e un amico che era insieme all’ultra’.