Oggi Assemblea nazionale aperta da Renzi. C’e’anche Gentiloni. Roberto Speranza candidato alla segreteria per la minoranza. L’appello di Enrico Rossi, da tempo candidato alla segreteria: ‘uniti ma non tutti contro Renzi’. Bersani, governo cambi voucher e reintroduca tutela licenziamenti. Michele Emiliano, la sinistra dem avra’ un candidato unico, e’ presto per parlare di nomi. Sel diventa Sinistra Italiana.
“Saro’ Davide contro Golia”. Roberto Speranza, lancia la sua candidatura alla segreteria del Nazareno. “Il congresso del Pd arriverà presto ed io ci sarò. Chi mi conosce sa che non sono una prima donna ma oggi il partito deve cambiare. Qualcuno penserà che si tratta di un Davide contro Golia. Accetto la sfida perché so di non essere solo” annuncia il leader minoranza Dem intervenendo all’iniziativa ‘L’Italia prima di tutto. Un nuovo Pd per ricostruire il centrosinistra’. Secondo Speranza “serve un congresso rifondativo non improvvisato ma preparato. Di questo abbiamo bisogno, non di una kermesse o di un plebiscito” perché “il Pd non deve essere un uomo solo al comando”. Seduto in platea che Pier Luigi Bersani, che non nega la caratura del giovane lucano, ma dice anche chiaramente che le candidature sono “aperte” e se ne deve discutere dentro e fuori il Nazareno.
Il segretario regionale della Puglia, Emiliano aggiunge: “Renzi aprirà un’assemblea e non sappiamo ancora cosa farà. Una cosa senza precedenti, l’assemblea del partito dopo una sconfitta come quella del referendum dovrebbe essere stata preparata. Di fronte non abbiamo un avversario normale”.
“Tutti stiamo pensando all’assemblea di domani. O si fa un congresso vero o i nostri ci spellano vivi”. Lo dice Enrico Rossi, presidente della Toscana, all’iniziativa della minoranza Pd a Roma. “Non siamo piu’ in grado di andare in giro a mettere gazebo e chiedere un’altra volta chi e’ il piu’ bello del reame…”, dice con riferimento alle primarie. “I tempi per un congresso vero ci sono: il segretario dia le dimissioni come previsto da statuto. Non si puo’ cambiare un’altra volta lo statuto per Renzi”.
Non si sa ancora cosa farà Renzi, da escludere che accetterà il percorso invocato da Speranza, Emiliano e Rossi. Il leader deve scegliere se andare al braccio di ferro, chiedendo il congresso anticipato restando segretario (cosa per la quale ha bisogno di un voto dell’assemblea nella quale sia presente almeno il numero legale) o se evitare l’accelerazione sulle assise ma mettere già in agenda elezioni politiche al più presto possibile e primarie per scegliere il candidato premier, appuntamento che potrebbe sostituire il congresso vero e proprio come momento di ri-legittimazione del leader prima del voto.
Per Bersani “una fase si è chiusa”, il renzismo va archiviato: “Se noi stiamo sul blairismo rimasticato o su un populismo a bassa intensità sperando di essere concorrenziali, andiamo a sbattere contro un muro. Ci vuole una novità forte”. Altro che “giovanilismo modaiolo” o “rottamazione”, bisogna tornare a fare la sinistra, ripristinare l’articolo 18 “o almeno l’articolo 17 virgola”, riallacciare un dialogo con il resto del centrosinistra.