Dopo il sequestro dell’edificio della scuola di Amatrice “Romolo Capranica” comincia oggi, con altri sequestri, audizioni e acquisizioni di documenti, l’inchiesta della procura di Rieti sul terremoto che ha devastato Amatrice e Accumoli. L’autorita’ giudiziaria dovra’ vigilare anche sulla ricostruzione e sul rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti.
La procura di Rieti ha disposto il sequestro dell’edificio della scuola Romolo Capranica di Amatrice gravemente lesionata dal sisma del 24 agosto. Il procuratore capo di Rieti Giuseppe Saieva sta disponendo numerosi sequestri di edifici anche ad Accumoli e in tutto il cratere del sisma.
Il Corpo forestale dello Stato ha provveduto a sequestrare oggi l’edificio della scuola “Romolo Capranica” di Amatrice gravemente colpito dal terremoto del 24 agosto. Altri sequestri sono in corso in tutta l’area, devastata dal sisma. I sigilli alla scuola, in particolare, rappresentano un atto autonomo della pg, eseguito per motivi di indagine e ragioni di sicurezza, con il placet della Procura di Rieti.
“Noi abbiamo soltanto chiesto alla nostra polizia giudiziaria di rimuovere con cautela le macerie degli edifici colpiti dal sisma e di assicurarci tutta la documentazione utile per svolgere i necessari accertamenti”. Lo ha detto all’Agi il capo della Procura di Rieti, Giuseppe Saieva, che ha aperto un’inchiesta per disastro colposo dopo il terremoto del 24 agosto scorso. La precedenza “viene data agli edifici pubblici, ‘in primis’ quelli del Comune dove sono raccolte le carte che raccontano la ‘storia’ di questi edifici”. “Noi cerchiamo le carte – ha ripetuto il magistrato – vogliamo soltanto quelle per il momento”.
“Stiamo raccogliendo gli elementi per verificare se vi siano estremi di reato legati ai crolli e alle lesioni delle strutture pubbliche di Arquata del Tronto. Ma le indagini sono ancora nella fase iniziale”. Lo dicono fonti del comando provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, in relazione all’inchiesta aperta dalla Procura locale finalizzata ad accertare se vi siano responsabilita’ in relazione ai pesanti danni agli edifici provocati dal terremoto di mercoledi scorso. Al momento, non vi e’ un ipotesi di reato, e quindi anche alcun indagato. “La scuola di Arquata e’ gravemente lesionata – dicono dal comando dei carabinieri – cosi’ come il 90% delle case o delle strutture della zona. Quindi non sara’ certamente riaperta per la nuova stagione scolastica. Per il resto stiamo procedendo a effettuare gli accertamenti necessari, ma occorrono interventi e sopralluoghi tecnici che non avranno di certo tempi brevi”. Oltre il plesso principale, della scuola media del Borgo di Arquata dove sono iscritti 60 studenti, nel comune delle Marche piu’ colpito dal sisma del 24 agosto, sono presenti altri due istituiti, una scuola primaria con 28 alunni e una dell’infanzia, con 30 bambini. Il sindaco del paese Aleandro Petrucci ha dichiarato che vuole far ripartire le lezioni gia’ il 30 settembre. La Caritas dovrebbe fornire i moduli abitativi per riattivare le attivita’ scolastiche entro breve tempo. Da segnalare che la Procura di Ascoli Piceno, competente per territorio, sta svolgendo le indagini anche per comprendere le cause dei crolli di parte dell’ospedale di Amandola, cittadina che e’ in provincia di Fermo.
La procura di Rieti lavorera’ a tutto campo, con “accertamenti sulle aziende che hanno effettuato i lavori di ristrutturazione dopo i terremoti passati per capire chi e come ha lavorato”, ma con fari accesi anche sui privati. Lo spiega il procuratore di Rieti Giuseppe Saieva in un’intervista al Messaggero. Nelle abitazioni provate “ogni ristrutturazione deve essere l’occasione per ristrutturare la struttura portante. Se crolla e non avevo fatto l’adeguamento sismico questo fattore puo’ essere un elemento di indagine”, dice Saieva. “Nel caso in cui io non ho fatto l’adeguamento sismico ma controllando le macerie si capisce che ho posto in essere una condizione dell’evento morte di qualcuno, in astratto ci potrebbe essere una ipotesi di omicidio colposo. Ma stiamo parlando di ipotesi”. Sulla possibilita’ che alcune case abbiano subito nel tempo interventi anomali, forse abusivi, “chi fa i lavori abusivi non e’ in possesso di documentazione, dunque gli accertamenti potrebbero essere complicati. Per i lavori disposti da strutture pubbliche c’e’ un’erogazione di denaro che lascia traccia, dunque ricostruire l’ iter sara’ piu’ semplice”, osserva Saieva. Nelle indagini, e’ possibile che abbiano la priorita’ gli edifici pubblici che hanno causato vittime, “anche se i casi sono rari. Gli edifici pubblici senza vittime potrebbero essere stralciati dall’indagine principale, come nel caso della scuola elementare di Amatrice”, afferma il procuratore. “Appena avro’ tutti gli atti in mano scegliero’ la polizia giudiziaria giusta per lavorare all’indagine. Gli spunti investigativi sono molti, alcuni provengono persino dagli approfondimenti fatti dai giornali”.