ALLARME MORBILLO DA LORENZIN, SOLLECITARE PIANO VACCINI
Una circolare del ministero della Salute da’ il via libera all’importazione dall’estero di farmaci per uso personale non autorizzati in Italia, con la prescrizione del medico. Come nel caso dei super farmaci contro l’epatite e i prodotti di ultima generazione. L’acquisto sara’ possibile anche nel caso in cui il farmaco sia autorizzato ma con diverso dosaggio. Il ministro Lorenzin nel mentre conferma l’allarme morbillo e sollecita il piano vaccini. Dall’inizio dell’anno sono stati superati i mille casi. Colpiti 60 bimbi sotto l’anno di eta’, 2 ogni 3 giorni, ancora troppo piccoli per essere vaccinati.
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin sblocca il divieto e dà il via libera: si potranno acquistare e importare dall’estero i cosiddetti superfarmaci come quello per l’epatite C e i farmaci innovativi, per uso personale. Il ministro ha infatti firmato una circolare nel quale prevede, in deroga al divieto vigente, l’importazione per il solo uso personale di medicinali regolarmente autorizzati in un Paese estero” anche se non autorizzati al commercio in Italia, e questo in due ipotesi specifiche: se sono spediti dall’estero su richiesta del medico curante; se sono medicinali registrati in Paesi esteri, che personalmente il viaggiatore porta in Italia, per uso personale e per un trattamento terapeutico non superiore a 30 giorni. Nel primo caso, nel quale il medico curante che si assume la responsabilità della richiesta ed è tenuto a fornire una documentazione dettagliata tramite un apposito modello, “l’importazione deve essere giustificata da oggettive ragioni di eccezionalità rinvenute nella necessità, in mancanza di una valida alternativa terapeutica, che il medico curante ritenga opportuno sottoporre un proprio paziente al trattamento terapeutico con un medicinale regolarmente autorizzato in un Paese estero”. E la circolare firmata dalla Lorenzin fissa anche cosa debba intendersi per “mancanza di una valida alternativa terapeutica”: quando “il medicinale del quale si chiede l’importazione, pur in presenza di analogo medicinale regolarmente autorizzato in Italia, presenti un diverso dosaggio di principio attivo, una diversa via di somministrazione, eccipienti diversi o una diversa formulazione di principi attivi”. Ma anche quando “l’accesso al medicinale disponibile in Italia non risulti possibile per il paziente, in quanto lo stesso paziente non rientra nei criteri di eleggibilità al trattamento per l’erogazione del medicinale a carico del Servizio sanitario nazionale, ovvero per la sua eccessiva onerosità”. Così potranno entrare in Italia i farmaci autorizzati all’estero come i cosiddetti superfarmaci – a partire da quello per l’epatite C – e quelli innovativi. Che siano ad uso personale del paziente e con “l’assunzione di responsabilità da parte del medico curante”.
“Nelle ultime settimane abbiamo avuto molte segnalazioni su Farmaci che regolarmente importati da pazienti italiani per esigenze personali di cura venivano bloccati in Dogana, anche se si trattava di Farmaci legalmente autorizzati in un Paese estero, sebbene non autorizzati in Italia”. Lo ha dichiarato il Ministro della salute Beatrice Lorenzin. “La Dogana – ha aggiunto – bloccava questi Farmaci sulla base di una interpretazione restrittiva della normativa vigente, ritenendo, contro l’evidenza scientifica, che fossero identici due Farmaci anche se vi fosse diversita’ di dosaggio, eccipienti, modalita’ di somministrazione. Con la mia circolare questo e’ stato chiarito. Ma soprattutto si e’ chiarito che non puo’ sussistere una valida alternativa terapeutica per il paziente italiano quando il farmaco autorizzato in Italia non e’ effettivamente accessibile a tutti, in quanto troppo costoso, come avviene con i Farmaci contro l’epatite C e gli altri Farmaci innovativi. Pertanto, abbiamo rimosso un odioso ostacolo burocratico sulla via della liberta’ ed effettivita’ delle cure”.
Ben 1.010 casi di morbillo nei primi tre mesi del 2017 nel nostro Paese. Dopo gli allarmi dei giorni scorsi relativi a numerosi casi in varie parti d’Italia, e la segnalazione ieri dell’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità, per monitorare e descrivere in modo tempestivo l’epidemia di morbillo in corso nel nostro Paese da gennaio 2017 il ministero della Salute e l’Istituto superiore della sanità hanno avviato la produzione di un’infografica settimanale, che fornisce una panoramica sulla distribuzione dei casi segnalati al Sistema di sorveglianza integrata morbilloe rosolia, per regione, fascia di età e stato vaccinale. Ebbene, nel periodo dal 1 gennaio al 26 marzo 2017 sono stati segnalati 1.010 casi di morbillo. Quasi tutte le Regioni (19 su 21) hanno segnalato casi, ma l’86% proviene da cinque aree: Piemonte, Lombardia, Lazio, Toscana, e Abruzzo. Il 90% dei pazienti era non vaccinato e la maggior parte dei casi è stata segnalata in persone con almeno 15 anni (57% nella fascia 15-39 anni e 17% negli adulti maggiori di 39 anni), con un’età media dei pazienti pari a 27 anni. Il 26% dei casi è stato segnalato in bambini di 0-14 anni; di questi, 50 avevano meno di un anno. Infine, sono stati segnalati 113 casi di morbillo tra operatori sanitari.
“L’aumento dei casi di morbilloconferma l’allarme. Fondamentale e urgente l’applicazione del nuovo piano vaccini”. Lo afferma in un tweet il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, commentando il dato del superamento dei 1000 casi di morbillo in Italia dall’inizio dell’anno. Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi e’ stata dell’85,3% (con il valore piu’ basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello piu’ alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che e’ il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione. Il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-19 prevede la vaccinazione contro il morbillo al secondo anno di vita e si propone di innalzare gli obiettivi di copertura per raggiungere in Italia lo stato ‘morbillo-free’.