APERTURA DELLA FEDELI, SUL DL C’E’ UNA BUONA DISCUSSIONE
“Abbiamo ribadito la nostra posizione che non e’ di essere contro i vaccini. Confermiamo il ricorso sia sul decreto che sull’eventuale legge. Pensiamo che questo metodo coercitivo sia poco rispettoso anche per il fatto che i cittadini devono essere informati, e creera’ qualche abbandono”. Lo ha affermato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia in merito al decreto sull’obbligo vaccinale. “Sui vaccini c’e’ una buona discussione in aula, di cui sono particolarmente contenta”, ha detto il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, rispondendo ai giornalisti che le chiedevano se conferma le notizie dello studio di un alleggerimento del decreto.
“Confermiamo il ricorso contro il decreto, e, se verra’ convertito in legge, contro la legge sui vaccini. Siamo consapevoli di essere una minoranza, ma siamo in linea con altri 15 Paesi europei, dove i vaccini non sono obbligatori”. Cosi’ il governatore del Veneto Luca Zaia parlando al ministro per la Salute Beatrice Lorenzin, nel corso dell’incontro alla Conferenza delle Regioni. Il presidente ha poi spiegato che non si tratta di un “no” nei confronti dei vaccini, ma nei confronti dell’obbligatorieta’ degli stessi. “Il nostro modello ha raggiunto attualmente una soglia di copertura del 92,6%, garantita dal tavolo di monitoraggio costante con il ministero della Salute, per merito anche dell’unica anagrafe vaccinale informatizzata d’Italia – ha infine concluso – Noi intendiamo procedere sulla strada dell’informazione e del dialogo, perche’ temiamo che l’obbligatorieta’ incentivi gli abbandoni della profilassi vaccinale”.
“Sui vaccini c’è una buona discussione in aula e io sono particolarmente contenta”. Ad affermarlo è il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, arrivando al convegno “Il lavoro che cambia”, in merito alle indiscrezioni di stampa su un alleggerimento delle sanzioni previste dal decreto sui vaccini, ipotizzato ieri durante le discussione in Senato sul decreto insieme ad una riduzione del numero di vaccini obbligatori. Le sanzioni e il numero dei vaccini sono i punti più critici, e quelli che sollevano più contrarietà, del decreto all’esame del Senato.
Sulla questione dei vaccini il Veneto, unica Regione ad aver fatto ricorso contro il decreto sull’obbligo, sta “prendendo una cantonata”. Lo ha affermato il ministro della salute Beatrice Lorenzin rispondendo al presidente Luca Zaia durante la Conferenza delle Regioni. “Colgo sempre l’occasione per fare i complimenti alla sanita’ del Veneto perche’ e’ una Regione che apprezzo molto per come gestisce la sanita’ – ha affermato Lorenzin -. Semplicemente dico, pero’, che la Regione ha preso tante cantonate in questi anni dal punto di vista delle posizioni scientifiche. Lo ha fatto su Stamina con dichiarazione pubbliche del presidente Zaia e lo sta facendo oggi sui vaccini. Io difendo le posizioni della scienza non gli interessi particolari, sono il Ministro della Salute”.
Non c’e’ nessun timore da parte del ministero della Salute sulla costituzionalita’ del decreto sull’obbligo vaccinale. “Sul ricorso alla Consulta della Regione non ho nessun timore sulla costituzionalita’ del decreto, nessuno – ha precisato Lorenzin -. Il Veneto si assumera’ la responsabilita’, da grande regione qual e’, di dire che questo decreto non serve”. Il Veneto dieci anni fa ha rinunciato all’obbligo vaccinale. “Quando il Veneto dice di avere buoni dati sulle coperture vaccinali io dico che non li ha – ha affermato Lorenzin -. Per raggiungere l’89,19% sulle vaccinazioni per il morbillo il Veneto ha dovuto fare degli sforzi enormi anche sul piano economico e nonostante cio’ e’ ancora molto distante dalla soglia del 95%. Il Veneto ha registrato dall’inizio dell’anno 250 casi di morbillo, il 40% dei casi ha richiesto il ricovero, il 35% ha avuto complicanze e si sono registrati il 16% di accessi difficili nei Pronto soccorso. Il Veneto avrebbe dovuto chiedere al Ministero della Salute di fare una legge sull’obbligo per rispondere di questi numeri a tutela della salute dei propri cittadini. Ebbene, come Ministro, con il decreto, mi sono assunta una responsabilita’ per tutti, anche per i veneti. Qui non e’ importante quale sara’ la fine del percorso, qui e’ importante il messaggio che la Regione sta dando ai suoi cittadini. Un messaggio che dice che i vaccini non servono, che non c’e’ bisogno dell’obbligatorieta’”. Su questi temi, ha concluso il ministro, “dovremmo fare fronte unico, il fronte unico dello Stato contro l’anti-scienza per rassicurare le persone che sono disorientate e non capiscono i distinguo”.