“Vite spezzate” dal sisma di magnitudo 6.0 che ha colpito il Centro Italia fra Lazio, Umbria e Marche, seguito da una seconda scossa di 5.4 dopo meno di un’ora. Così il premier Matteo Renzi in visita nelle zone colpite. Renzi ha raggiunto Amatrice dove ha incontrato il capo della Protezione civile Curcio e il ministro Delrio. Scene apocalittiche dai paesi distrutti, i soccorritori a Pescara del Tronto descrivono una situazione ‘peggiore che all’Aquila’. Obama telefona a Mattarella, ‘pronti ad aiuti’.
“C’è stata una grande solidarietà purtroppo in una situazione drammatica”: lo ha sottolineato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, da Rieti, dopo il briefing con la stampa del premier Matteo Renzi, che ha visitato le zone del centro Italia colpite dal sisma. Il bilancio ufficiale e’ sempre comunque provvisorio. “Si tratta di paesi in questo periodo dove ci sono molti turisti, con gli alberghi pieni, alberghi che sono anche crollati e c’è un tema di comprensione di quante persone potevano essere ospitate nelle zone del terremoto”, ha spiegato Zingaretti, intervistato da Skytg24. E Renzi, nel corso del punto stampa: “è il momento delle lacrime. Ricostruiremo”.
Intanto “le ricerche continuano con grande cautela per salvare eventuali sopravvissuti” mentre sono allestite tendopoli per migliaia di sfollati. Il presidente della regione Lazio ha poi rivolto un “grazie all’immensa solidarietà dimostrata da regioni vicine e più lontane”. “La macchina dei soccorsi è iper operativa anche se – ha concluso – la situazione rimane molto drammatica”.
La politica si ferma per un giorno, e piange le vittime del terremoto che ha duramente colpito il reatino e la provincia di Ascoli Piceno. Un bilancio che, purtroppo, spiega il premier Matteo Renzi dopo un sopralluogo nelle zone terremotate e un vertice operativo a Rieti, e’ solo “provvisorio ed e’ destinato a salire”. Le forze politiche si stringono attorno alle vittime e ai cittadini che hanno perso le loro case e si attiva in una mobilitazione di solidarieta’ trasversale. Le istituzioni, dal Capo dello Stato alla presidente della Camera, dal presidente del Consiglio fino a diversi ministri e governatori di regione, sottolineano l’importanza dell’unita’ del Paese di fronte a questa nuova tragedia. “Oggi e’ il momento delle lacrime e della commozione, aprire delle polemiche non ha significato”, spiega Renzi. E il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che e’ subito rientrato a Roma da Palermo dove stava trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza, rivolge un appello “alla comune responsabilita’”. Per Mattarella “tutto il Paese deve stringersi con solidarieta’ attorno alle popolazioni colpite”. Il Capo dello Stato, dopo la solidarieta’, non manca tuttavia di sottolineare la necessita’ “di un rapido sforzo corale per garantire la ricostruzione dei centri distrutti, la ripresa delle attivita’ produttive e il recupero della normalita’ di vita”. Ora, pero’, “occorre impegnare tutte le forze per salvare vite umane, curare i feriti e assicurare le migliori condizioni agli sfollati”. Anche la presidente Laura Boldrini tiene a porre l’attenzione sulla ricostruzione: no alle new town, ma ascoltare “le richieste dei cittadini” che vogliono vedere rimessa in piedi la loro comunita’. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, esprime la sua solidarieta’ e ringrazia i soccorritori per “l’impegno e il coraggio”.
E di “tempi certi per la ricostruzione” parla anche il presidente del Consiglio. In attesa delle prime misure che saranno varate dal Consiglio dei ministri che decretera’ lo stato d’emergenza, la politica abbandona per un giorno le polemiche, ferma il dibattito sui temi al centro della polemica delle ultime settimane e si mobilita in una inedita campagna trasversale di solidarieta’: raccolta di fondi e di generi di prima necessita’ viene organizzata da Sinistra italiana (i cui parlamentari devolvono 42mila euro), mentre il Pd apre i suoi circoli come punti di raccolta e ‘smistamento’ delle donazioni e promuove una raccolta fondi tra i parlamentari.
Fratelli d’Italia è in campo per raccogliere beni e generi di prima necessita’, i 5 Stelle diffondono numeri utili e invitano i cittadini a donare il sangue. Anche la Lega e Forza Italia fanno la loro parte, con un numero di cellulare a cui donare attraverso un sms e la raccolta di soldi tra i parlamentari azzurri. Anche le regioni di tutta Italia si mobilitano per le popolazioni terremotate e mettono a disposizione uomini, strutture e accoglienza. Ma e’ soprattutto il dolore ad unire le istituzioni e le cariche politiche attorno alle popolazioni colpite dal sisma.
Piange il ministro della Salute, Betarice Lorenzin, giunta ad Amatrice, la cittadina del reatino duramente colpita dal sisma: “I bambini sono tanti, tanti, tanti…”. Sui luoghi del terremoto, oltre al premier Renzi, per il governo, anche il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, tra i primi a giungere sui luoghi del disastro: “C’e’ una situazione molto seria – dice – c’e’ una mobilitazione da parte di tutti per continuare a lavorare per organizzare tutto al meglio”.