SEQUESTRO 100MILA EURO. PERQUISIZIONI EX PARLAMENTARE BOCCHINO
L’imprenditore campano Alfredo Romeo e’ stato arrestato per corruzione nell’inchiesta sugli appalti Consip, la centrale di spesa della Pa. Secondo l’accusa, avrebbe dato 100mila euro all’ ex dirigente Consip Marco Gasparri per acquisire ‘l’asservimento della sua funzione con particolare riferimento ad uno dei lotti piu’ prestigiosi del mega-appalto FM4 da 2,7 miliardi’. Romeo, scrive il Pm, ‘ha conoscenze istituzionali a altissimo livello’. Gasparri e’ indagato a piede libero. Stando alle indagini della Procura di Roma, le prime dazioni risalgono al 2012, a partire dal 2013 sono diventate mensili. Nell’inchiesta sono indagati per traffico di influenze l’ex parlamentare di An e del Pdl Italo Bocchino, consulente di Romeo, e Carlo Russo, imprenditore farmaceutico di Scandicci, amico di Tiziano Renzi, anche lui iscritto per lo stesso reato. M5s chiede al ministro Lotti, indagato per rivelazione di segreto d’ufficio, di spiegare i suoi rapporti con Russo. La replica: ‘Sono tranquillissimo’.
Nell’inchiesta sono indagati per traffico di influenze anche Tiziano Renzi, padre dell’ex premier e l’imprenditore Carlo Russo che, stando al decreto di perquisizione, ‘si facevano promettere somme di denaro mensili da Romeo sfruttando le relazioni tra Tiziano Renzi e Luigi Marroni, ad di Consip’. Il padre del leader Pd replica: ‘Mai promessi ne’ chiesti soldi. Attacchi vergognosi, chiedero’ i danni’.
L’imprenditore campano Alfredo Romeo e’ stato arrestato questa mattina dai carabinieri e dalla guardia di Finanza in relazione ad un episodio di corruzione nell’ ambito dell’ inchiesta Consip. Nei confronti di Romeo il gip del tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento e’ stato eseguito dal comando Carabinieri tutela ambiente, dai militari dell’ Arma di Napoli e dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Napoli.
Nei confronti di Alfredo Romeo, secondo quando si apprende da fonti qualificate, e’ stato anche disposto il sequestro patrimoniale di 100 mila euro: secondo gli investigatori di Carabinieri e Guardia di Finanza e gli inquirenti della procura di Roma, si tratta del provento della corruzione di un dirigente della Consip.
L’inchiesta che ha portato oggi all’arresto dell’imprenditore Alfredo Romeo e’ scaturita da un’indagine che era stata avviata nei mesi scorsi dalla Procura di Napoli per presunte irregolarita’ nelle assegnazioni di alcuni appalti. Un’indagine condotta dai pm della Dda, John Woodcock e Celeste Carrano: il fatto che il procedimento sia condotto dai magistrati dell’Antimafia e’ motivato dal presunto collegamento ai clan di alcuni dipendenti della ditta di pulizia, che fa capo al gruppo Romeo, che ottenne l’appalto per svolgere tale servizio all’ospedale Cardarelli di Napoli. Dagli accertamenti svolti dai magistrati emerse un presunto sistema di tangenti in riferimento sia all’appalto nell’ospedale Cardarelli che per altri lavori pubblici a Napoli. Gli sviluppi piu’ importanti dell’indagine sono collegati alle intercettazioni telefoniche ed ambientali ed altre attivita’, come sequestri e perquisizioni (a Roma furono trovati in una discarica dei pizzini sui quali secondo l’accusa Romeo avrebbe annotato importo e destinatari delle mazzette) che hanno portato all’apertura del filone sugli appalti della Consip, la centrale di spesa della pubblica amministrazione. Cio’ ha comportato una trasmissione, per competenza territoriale, di buona parte degli atti, alla Procura di Roma che sta operando in stretto contatto con i colleghi della Procura partenopea.